Rete e globalismi

Globalisti patriottici, neo-protezionisti, anti-europeisti, trumpisti, neo-europeisti attendisti, conservatori liberali e socialdemocratici conservatori.
La globalizzazione della politica tende a populizzare la disamina dei problemi, alzare paletti è più forte che abbattere muri e confini. Il giornalismo del nuovo millennio è stato esautorato dal suo ruolo di analisi e sintesi dalla rete e da coloro che ne usufruiscono, dominata da haters e loro seguaci. Possiamo affermare che una nuova “democrazia globale” è nata e si chiama internet?

Attenzione che ciò che appare come libertà è spesso condizionata quanto movimentata da qualcuno (singolo o insieme complesso). Il pensiero della rete è facile da governare come è facile esserne fagocitati e di conseguenza governati. Chi pensa di governare tale strumento, finisce per esserne “comandato”.
Attenzione a seguire pedissequamente certi facili flussi… riprendiamoci certi valori e riportiamo la rete a quello che è, un semplice quanto importante strumento.

L’uso di internet ha contribuito ad un enorme sviluppo economico, anche delle economie più tradizionali e delle imprese meno votate all’export, dunque potenzialmente meno innovative o meno penetrabili dalle tecnologie.

I dubbi sulle potenzialità della rete vanno via via sparendo, crescono le attenzioni ma ancora non pienamente la consapevolezza nell’uso di tale strumento.

La rete crea disintermediazione e questo è il vero problema. Mai abbassare i livelli di relazione…

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