Due libri per capire l’Isis
“Bandiere nere” di Joby Warrick e “Le altissime torri” di Lawrence Wright sono due letture obbligate per comprendere l’Isis e i recenti attentati nelle città europee.
Ho iniziato a leggere Bandiere nere una settimana prima dell’attentato sulla Rambla di Barcellona; l’ho terminato pochi giorni più tardi, mentre lo Stato Islamico annunciava attraverso i social network il suo prossimo obiettivo: l’Italia.
Nessun dubbio: il saggio di Joby Warrick (vincitore del premio Pulitzer 2016) svetta tra i tantissimi libri dedicati all’Isis come un’opera fondamentale per capire che cosa stia succedendo in Europa e in Medio Oriente, tra guerre civili e furgoni impazziti che mietono vittime nei luoghi simbolo del turismo occidentale.

Bandiere nere (in Italia è pubblicato da La nave di Teseo di Elisabetta Sgarbi) è un reportage rigoroso, basato sui racconti di chi è impegnato in prima linea nella guerra al terrore, ma anche un thriller da leggere tutto d’un fiato. Warrick, reporter del Washington Post, ci riporta all’epoca di Bin Laden e delle guerre americane in Afghanistan e in Iraq, dove tutto è iniziato: un lungo viaggio all’origine delle nostre più grandi paure che arriva fino a Barcellona, l’ultimo di una lunga serie di attentati dell’Isis in Europa.
Fenomenale è il racconto dell’ascesa del terrorista Abu Musab al-Zarqawi, conosciuto dai più come leader di al-Qaeda in Iraq e come inventore delle autobombe che hanno ucciso centinaia di militari tra le vie di Baghdad. Proprio ai seguaci del giordano, tra i quali figurava anche Abu Bakr al-Baghdadi, si deve la nascita di quello che chiamiamo Stato Islamico: Warrick documenta ogni passaggio in un libro che è anche una formidabile risposta alle tante tesi del complotto che abbondano sul web.
Erano diversi anni che non leggevo un saggio tanto illuminante sulla contemporaneità. L’ultima volta è successo con un libro che si può considerare una sorta di prequel dell’opera di Warrick: Le altissime torri di Lawrence Wright, un altro reportage sul terrorismo (scritto da un altro grandissimo giornalista americano) vincitore del premio Pulitzer nel 2007.

Il sottotitolo del libro di Wright, pubblicato da Adelphi, dice tutto: “Come al-Qaeda giunse all’11 settembre”, ovvero come siamo entrati in un’era di terrore che continua ancora oggi. Il racconto in questo caso parte negli anni Ottanta, quando Bin Laden andò a combattere in Afghanistan contro l’invasore sovietico, e termina con le Torri Gemelle che si sbriciolano al suolo.
Michiko Kakutani, scrivendo (molto bene) di Bandiere nere, ha individuato un legame sottile tra i libri di Wright e di Warrick:
Perhaps emulating the approach Lawrence Wright took in “The Looming Tower,” his masterly 2006 account of the road to Sept. 11, Mr. Warrick focuses parts of this book on the lives of several individuals with singular, inside takes on the overarching story.
Leggere oggi Le altissime torri e Bandiere nere, l’uno dopo l’altro, è il modo migliore per entrare nella testa dei terroristi che hanno trovato nelle città europee un nuovo campo di battaglia.
