Riparte la corsa all’oro (nero) negli USA

“Lascia bisticciare gli altri per l’oro; tu vendigli i picconi”. Questo è il consiglio di Mark Twain riportato stamane dal Financial Times e che vale ancora negli Stati Uniti di Donald Trump, a maggior ragione se si tratta di oro nero. E ancor di più se gli acquirenti dei “picconi” te li trova il Presidente degli Stati Uniti in persona.

Breve riassunto del quarto giorno alla Casa Bianca. Breakfast time con i Big Three dell’automobile di Detroit (gli ad di Ford, FCA e GM), l’obiettivo dell’incontro è annunciato dal solito tweet: “Voglio nuove fabbriche da costruire qui per le auto vendute qui”.

Per farlo il neo Presidente Trump è pronto ad assicurare una regolamentazione del settore meno soffocante di quella attuale (il New York Times riporta che il 2016 è stato comunque l’anno record per la vendita di veicoli ed automobili, 17,5 milioni di immatricolazioni negli Stati Uniti), in grado di garantire nuovi posti di lavoro, fedele al suo “Buy american, hire american”. Soddisfatti anche gli ospiti, compreso l’ormai Yankee Marchionne.

Il pomeriggio The Donald passa all’azione: sono cinque i documenti ufficiali firmati dal presidente degli Stati Uniti catalogabili sotto la voce “An America First Energy Plant”. Il primo “Memorandum presidenziale” (un ordine esecutivo a tutti gli effetti) garantisce lo snellimento delle procedure autorizzative e dei vincoli regolatori che gravano sull’industria americana, in linea con quanto assicurato al settore automobilistico la mattina. Con un tweet annuncia anche la firma degli ordini esecutivi per sbloccare la costruzione degli oleodotti del Keystone XL (bloccato da Obama) e del Dakota Access (quello contestato da attivisti e nativi americani).

Gli ultimi due documenti assicurano che materiali e attrezzatura da utilizzare per la loro costruzione e per la costruzione e manutenzione di tutti i prossimi oleodotti in territorio americano siano rigorosamente “Made in USA” e un iter burocratico “snellito e velocizzato” per la costruzione di opere di “interesse nazionale”.

Ecco quindi spiegato il riferimento ai “picconi” di Mark Twain. Le società di servizi petroliferi sono pronte a tirarsi su dopo i periodi di magra degli ultimi tempi. Da novembre le azioni di queste società sono cresciute più delle di quelle dei produttori di greggio e petrolio. A novembre veniva eletto presidente Donald Trump: ““Lascia bisticciare gli altri per l’oro; tu vendigli i picconi”, appunto.