Se Renzi copia Grillo

Luca M.Piscitelli
Feb 25, 2017 · 3 min read

Diventa giorno dopo giorno sempre più evidente: dopo la sconfitta al Referendum, le dimissioni, il “finto” allontanamento dalla politica Matteo Renzi è partito all’inseguimento di Grillo e del Movimento 5 Stelle. E non a livello elettorale, quello appare un match scontato da affrontare nella difficoltà di individuare chi insegua chi. L’inseguimento è a livello strategico. Tanto che più che un inseguimento sta assumendo le dinamiche di un “copia incolla” costante e prolungato in vista delle prossime (da non intendersi come imminenti) elezioni.

In principio fu “elezioni subito”, specchietto per le allodole italiane di partiti e movimenti (così non si urta la sensibilità di nessuno) non pronti per affrontarle ma desiderosi di cavalcare l’onda di euforia popolare post referendum, la stessa che ha reso il votare molto vicino al sentirsi italiani solo quando gioca la nazionale. L’ennesimo sacro diritto profanato e sacrificato sull’altare dell’hashtag o del grassetto maiuscolo esclamato. E lì Grillo (o il M5S, sempre per non ledere la sensibilità di nessuno) a lasciare sassolini bianchi lungo il percorso e il Renzi pollicino a seguirle.

Poi arrivò il blog. La scelta di Renzi di Medium quale mezzo di diffusione della propria immagine e dei propri messaggi sembra il coraggioso tentativo di emulare l’anche troppo citato blog di Grillo, divenuto il cuore del pensiero grillino, attraverso un mezzo ancora poco sviluppato in Italia. Un po’ come a suo tempo fu il blogging del Beppe nazionale. Una scelta precisa che evitava il Facebook troppo rumoroso e il Twitter poco coinvolgente. Una scelta simil innovativa per messaggi più affascinanti dei vecchi e noiosi comunicati stampa: un po’ come Grillo insomma.

E siamo al sogno californiano di Renzi, all’incontro con il guru di Tesla Elon Musk (osannato anche da Grillo nel suo ultimo spettacolo disponibile su Netflix) e al futuro dell’energia chiamando a raccolta idee da San Francisco per l’incontro di Torino fra due settimane al Lingotto. Un tema quello dell’avvenire energetico molto caro al M5S (e a Grillo in particolare), tanto da diventare la prima mossa post referendaria, con il popolo del blog chiamato a televotare sul programma energetico del futuro governo grillino. Per carità, legittimo e auspicabile concentrarsi su questi temi ma visti i piccoli precedenti elencati il dubbio che rappresenti l’ennesimo tentativo di emulazione quanto meno si insinua. Tre piccoli indizi faranno o no una piccola prova?

Nel Buongiorno di ieri Mattia Feltri domandava a Renzi se votasse Grillo: una risposta affermativa sarebbe l’incipit di un fantastico thriller politico. Rinunciando alla fantasia, il quadro che sembra emergere al momento è l’assenza di una visione politica propria di Renzi, prima ancora del Pd, che lo rende molto di sinistra di questi tempi. Perchè scissioni o non scissioni, populismi o destre varie ed eventuali, la vera sfida per Renzi e per le sinistre, italiane e non, è una visione politica propria, consapevole e al passo con i tempi. Anche meno impregnata di ideologia e un po’ più di idee. Difficile, ma non impossibile.

Poi magari inseguire costa meno fatica o richiede meno sforzo in termini di quella merce rara nella politica moderna che sono proprio le idee. Ma quanti tra l’originale e la copia, a parità di prezzo — un voto — preferiscono la copia?

Luca M.Piscitelli

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Journalist | #AsRoma #USA #Politica #Energia #Ambiente #Mobilità | @Staffetta

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