Rieccoti

Oggi ti ho rivista, 
dopo tanto fare 
e a te poco pensare.

Incontrarti 
di prima mattina, 
quando il Sole 
scalava ancora il cielo 
nel suo tratto più ripido, 
mi ha dato un senso 
di me, di te, di tutto. 
Come sempre. 
E come sempre 
lasci e fai lasciare, stremi 
e mi fai faticare; tu non piangi 
ma fai lacrimare e a volte mi dai 
un singhiozzo di dolore. 
Di te mi piace il silenzio che sai creare, 
la pace nello sguardo che regali, 
la luce in quegli occhi fissi 
e quell’emozione forte che mi rimbomba dentro.
Difficile da placare.

No, 
non ti amo più, 
ma nemmeno ti odio. 
Ti considero, per quel che sei, 
per il tuo essere nel non-esistere, 
per il tuo prendere l’anima 
nel profondo e lasciare 
un corpo solo e spento. 
Tu mi prendi dentro, 
per questo ti allontano. 
Tu mi affondi 
ogni giorno. 
Ogni, giorno.

Hai capito perché 
non ti voglio più bene…

morte?

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