#effimeraproject

appunti da una esperienza

Rassegnamoci le immagini sono instabili.

Lo sanno bene Fulvio Chimento e Luca Panaro – curatori dell’evento – che al tema della precarietà della tecnologia hanno dedicato una esposizione temporanea al MATA di Modena (www.mata.modena.it): Effimera – relazioni disarmoniche ( il nome Effimera si ispira all’Ephemera, un piccolo insetto acquatico, simile alla libellula, la cui vita dura meno di un giorno), sino al 22 maggio.

Negli spazi espositivi dell’ex manifattura tabacchi le opere dei. tre artisti invitati dai curatori (Eva e Franco Mattes; Carlo Zanni; Diego Zuelli) mettono in scena un acuto spettacolo sul fenomeno dell’irrisolta natura dell’immagine contemporanea.

All’interno del MATA, troviamo i lavori di Eva e Franco Mattes che nascono dalla necessità di indagare il rapporto tra essere umano e dispositivo.

Le. opere di Diego Zuelli che volutamente giocano con lo spettatore attraverso la computer grafica 3D.

Infine i lavori di Carlo Zanni che ci invitano a riflettere sul precoce processo di obsolescenza di cui è vittima la tecnologia ed insieme la produzione di senso contemporanea.

In tutto questo Effimera dimostra come la sovrapposizione tra arte contemporanea. e realtà stia divenendo una norma. Chimento e Panaro, nei saggi che arricchiscono il catalogo dell’evento, brillantemente si soffermano su questa riflessione.

La new media art utilizza la tecnologia per fare arte, indagando gli infiniti rapporti e le innumerevoli relazioni ed interazioni tra gli esseri umani ed i dispositivi mobili.

Si aprono allora inediti spiragli che portano nei musei la transitoria quotidianità. Quest’ultima, a sua volta trasforma la semplice fruizione della mostra in una esperienza atta a modificare nuovamente il rapporto tra tecnologia ed essere umano in un processo senza soluzione di continuità.

Da vedere.