Sincronicità, qualcosa di nuovo seppur antico


“La società e l’umanità su questo pianeta è di fatto una “noosfera”, ovvero una biosfera arricchita dalla coscienza”

Massimo Teodorani

La luce del mattino è abbagliante, tersa, filtra tra i rami degli alberi ancora scuri della notte, l’acqua del fiume scorre come se non ci fosse alcuna fretta, sotto una vecchia quercia svuoto la mente dai pensieri ed il corpo dalle emozioni, mi capita però di pensare ad uno scoiattolo. E’ domenica mattina, i rumori della vicina strada sono quasi sopiti, non ci sono persone che camminano attorno a me ed ecco un piccolo suono nell’albero sopra di me: appare uno scoiattolo che agilmente salta sui rami della quercia, tra le sue foglie che diventano gialle.

La sincronicità è uno dei fenomeni più affascinanti e allo stesso tempo difficili da spiegare, almeno secondo la logica comune, tuttavia è qualcosa che si avvale della semplicità della vita, in questo caso di uno scoiattolo, per insinuare in noi un senso di meraviglia.

L’esistenza di tutti i giorni ci costringe su binari ripetuti e spesso solitari, dove ognuno di noi è separato da quello che è attorno, dove i gesti, i pensieri sembrano ripetersi all’infinito. La separazione, la distanza, l’automatismo diventano la regola di un mondo dove a determinati effetti seguono precise cause. Questa è la visione del mondo a cui aderiamo da quando cresciamo, quella che viene descritta nelle scuole, nei mass media, quella che crediamo reale. Le visioni del mondo però non sono la realtà ma una sua interpretazione, la storia, l’antropologia ci hanno insegnato che nei diversi secoli, nelle diverse culture sono esistite altre vie per vedere la vita. La narrazione del mondo, il racconto di come noi rappresentiamo la realtà è vario come sono le culture e le epoche storiche…