Maurizio & me, la mia breve storia cinguettante col Vice Presidente del Senato

Capita spesso di leggere degli articoli online che ti lasciano senza parole, allora ti limiti a far spallucce e a pensare: “…???…” (ti lasciano anche senza pensieri), parliamo, ad esempio, di avvenimenti legati ai comportamenti sconsiderati di alcuni politici. Cose che stenti anche a credere, perché non vuoi pensare che il tuo Paese sia realmente guidato da una classe politica così. Non immagineresti mai che l’assurda realtà potrebbe irrompere nella tua tranquilla giornata di S. Stefano, e soprattutto, che potrebbe farlo cinguettando. Ecco a cosa mi riferisco.

Il giorno di S.Stefano, 26/12/2015, scorro alcuni tweet e mi imbatto in:

La conversazione fa riferimento al discorso di Biagio Antonacci sulle unioni civili e le adozioni da parte di coppie dello stesso sesso; per il noto cantante l’amore è un sentimento universale e non lo si può ingabbiare nella radice semantica “etero”. Un pensiero nobile, che ben si sposa con l’atmosfera pacifica del periodo natalizio, scontato per alcuni, ardua meta per altri (soprattutto i diretti interessati), concetto inconcepibile per altri ancora. Lo si può condividere o no, ma quando Gasparri esordisce con la sua fine e pensata retorica proprio quando stai ancora digerendo antipasti, primi, secondi, panettoni e anche le sedie, decidi che hai superato il limite del digeribile, e allora intervieni:

Non lo scrivo perché ritengo che Gasparri non sia libero di pensarla come vuole sui temi che più preferisce, lo scrivo perché Maurizio Gasparri è il vice presidente del Senato della Repubblica Italiana, e come Pubblica Istituzione non può esprimersi in questo modo su una cassa di risonanza potente com’è Twitter.

Per Gasparri Twitter è un gioco per adolescenti, e non uno strumento di comunicazione capace di raggiungere efficacemente gli utenti e l’elettorato nel suo caso. Basta guardare l’uso che ne fanno altri politici nostrani, europei e del resto del mondo per capire l’importanza e la centralità di questo strumento per il loro lavoro. Scusate il gasparrismo, ma cazzo, anche l’Isis sembra averne una certa padronanza.

Gasparri, ahimè, rappresenta un’ istituzione e oltre a parteggiare per il suo partito, dovrebbe tutelare la democrazia. È una delle più alte cariche dello Stato e in pochi caratteri (un cinguettio) ha espresso un giudizio tanto superficiale quanto potente. Un atteggiamento duro di chi vorrebbe dire: “Non so neanche che hanno detto ma sono degli imbecilli perché vanno contro i miei valori”. Imbecilli così lo sono anche tantissimi italiani che da quel discorso si sono sentiti coinvolti, che non hanno nulla contro il riconoscimento delle coppie dello stesso sesso e l’adozione da parte di queste ultime.

Maurizio mi risponde (oramai ci diamo del tu) , citando il mio tweet e dandomi della “gentaglia intollerante”, arrivati a quel punto entrambi affiliamo i touchscreen ed ecco che lo vediamo sfoderare tutta la sua maestria da diplomatico.

Screenshot conversazione #1
Screenshot conversazione #2

Citando parole di animati sostenitori dell’Onorevole: “finché non dichiarano apertamente la dittatura ognuno può fare quel che vuole”, aggiungerei che, anche se la dichiarassero non sarebbe l’account Twitter di Gasparri a venir bloccato ma, senza dubbio, vedremmo le redazioni de L’Espresso e Wired andare a fuoco.

Nel frattempo questa storia finisce come le più trascinanti delle storie d’amore.