Lasciamoci modellare dai popoli dell’Amazzonia

E’ quanto ci racconta il domenicano mons. David Martinez de Aguirre in questo video di 6 minuti. La chiesa non deve guardare all’Amazzonia solo come un luogo da preservare e da salvare dalle insidie del capitalismo mondiale attratto dalle ricchezze di questa parte di mondo. Dall’Amazzonia e dai suoi popoli, dice mons. Aguirre, arrivano delle indicazioni precise, una saggezza del “vivere bene”, un saper rispettare i tempi della natura, un rispetto della natura come casa sacra voluta da Dio. la contemplazione del creato passa anche dall’Amazzonia, terra dove l’uomo sperimenta la sua piccolezza, la sua fragilità. Ed è la fragilità la chiave di volta proposta da mons. Aguirre. A fragilità ripercorrere il modo di stare in questo mondo e interpretare il mondo stesso. Non siamo il centro, siamo periferia fragile. E a partire da questa posizione vivere i nostri valori, vivere quello in cui crediamo, che Cristo è risorto ed è speranza per tutti. I nostri valori, la nostra speranza ci rende felici. Mons. Aguirre porta l’esempio di Bartolomé de las Casas, che è arrivato tra i popoli d’America, si è lasciato plasmare, ed è tornato in Europa cercando di cambiare la vita degli europei e degli altri abitanti del mondo portando le istanze e i valori del mondo dei popoli dell’Amazzonia. A noi, dice mons. Aguirre, che con il sinodo dell’Amazzonia ci approcciamo a questi popoli, è chiesto lo stesso. Se parti da posizioni di potere, se parti da troppa struttura, la fine è segnata…!

Domande:

1_Hai sentito ancora parlare di Bartolomé de las Casas? …ricerca…

2_Atteggiamento di umiltà e di “fragilità” come atteggiamento da tenere come comunità cristiane di fronte al mondo. Quali figure nella chiesa ti vengono a mente?

3_troppa organizzazione soffoca e non entusiasma. Sei d’accordo? Porta degli esempi

Il video dura 6 minuti

E’ adatto soprattutto per animazioni in gruppi di adulti o nelle scuole con le classi delle medie — superiori