Cronache ferroviarie [N. 4]

Si ricomincia. Anno 15. Un altro anno da pendolare per lunghe percorrenze.

Un Intercity più vecchio di me mi sta portando verso Roma. In prossimità della stazione rallenta, così vedo scorrere una sequenza infinita di scritte sui muri, sono centinaia e centinaia di metri. Una dose massiccia e continua di scarabocchi colorati, a cui si sovrappongono treni altrettanto imbrattati che mentre passano si mimetizzano perfettamente con lo sfondo.

Non scomodiamo parole come “arte”, “protesta” o “murales”. Quella è solo immondizia, inciviltà e incuria. Non sembra di entrare a passo d’uomo nella principale stazione di Roma nell’anno del Giubileo Straordinario, no. Sembra di arrivare a passo d’uomo verso una condanna: scenderai dal treno e ti ritroverai catapultato nel temibile Bronx degli anni ‘80.

“Guerrieri?! Giochiamo a fare l’indulgenza plenaria?!” ;)

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