
Cronache ferroviarie [N. 8]
Lo vedo e quasi non lo riconosco, è un mendicante che frequenta abitualmente la stazione.
La prima volta lo notai diversi mesi fa, era messo male: cencioso, sporco, qualche piaghetta, moccio eterno, capelli unti. Chiedeva l’elemosina a testa bassa, con una lattina di birra tagliata a metà. Faceva una certa impressione, camminava scalzo e le persone si allontanavano prima ancora che si avvicinasse.
Dopo qualche tempo l’ho rivisto e stava meglio: più eretto, ripulito, vestiti meno lerci, scarpe rotte, stazionava vicino i distributori automatici di bibite. Aveva uno sguardo buono, gli bastava qualche sorriso per raccattare i resti.
Oggi indossa un parka un po’ sdrucito, tuta in pile, scarpe da ginnastica semi-nuove e porta i capelli lunghi, puliti. Scambia qualche parola con chi aspetta il treno sul binario e se non fosse per il bicchiere del McDonald che ogni tanto tende con un sorriso, potrebbe essere un qualsiasi passeggero in attesa.
Grandi progressi, se continua così me lo aspetto tra qualche mese in giacca e cravatta, mocassini di coccodrillo, Sole24Ore sotto il braccio e un portasigarette Davidoff d’argento per raccogliere le offerte. Fuori Ambrogio, con la Rolls parcheggiata in doppia fila.
Quest’uomo ha decisamente capito che spesso alla base di un buon business c’è anche una buona immagine ;)