Educazione all’informazione e didattica wiki

Perché insegnare con Wikipedia? Idee, spunti e istruzioni per passare dalla teoria alla pratica

Wikipedia va a scuola (e il MIUR lo sa!)

L’associazione di promozione sociale Wikimedia Italia, che collabora con le istituzioni educative e culturali italiane per la raccolta e la diffusione di contenuti liberi mediante i progetti Wikimedia, ha sottoscritto all’inizio dell’anno un Protocollo d’intesa triennale con il MIUR per lo sviluppo della cultura digitale e del sapere libero nelle scuole italiane.

Il MIUR ha inoltre inserito all’interno del Curriculum di educazione civica digitale pubblicato online alla fine di gennaio ben 8 Schoolkit e una serie di risorse didattiche aperte per supportare le comunità scolastiche nello sviluppo di pratiche di didattica innovativa basate sui progetti Wikimedia, che si prestano bene anche a percorsi trasversali (alternanza scuola-lavoro, Donne e STEM, cultural heritage).

Studenti del Liceo delle scienze umane “E. Gianturco” di Potenza impegnati sui progetti Wikimedia, 2017 (CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons)

Si tratta di due importanti riconoscimenti per una pratica didattica ormai così diffusa e consolidata da non avere più i contorni della sperimentazione. Già da diversi anni, infatti, Wikimedia Italia — al cui interno ricopro dal 2017 il ruolo di coordinatore nazionale per i progetti nelle scuole e nelle università — porta avanti il progetto Wikipedia va a scuola, che impegna i volontari dell’associazione a portare la celebre enciclopedia nelle classi, facendola conoscere agli studenti e ai docenti delle scuole italiane di ogni ordine e grado, proponendo strategie didattiche innovative, basate sull’utilizzo di Wikipedia e dei progetti wiki, per insegnare a condividere le proprie conoscenze, ad analizzare le fonti con spirito critico e a confrontarsi in modo costruttivo con una comunità grande quanto il mondo.

Obiettivi formativi, competenze, contenuti, metodologie

Le azioni di didattica wiki, una parte delle quali sono state descritte dalla viva voce dei docenti in un fascicolo monografico della rivista BRICKS, hanno lo scopo di sviluppare le competenze digitali e informative degli studenti, stimolando il processo di alfabetizzazione informatica e di riduzione del digital divide, che è un problema culturale e non solo di natura tecnologica. Le azioni formative si soffermano su temi quali il sapere libero, le licenze aperte (Creative Commons), il riuso dei contenuti digitali, la costruzione condivisa della conoscenza, il valore delle fonti.

Progetto Vivarium presso il Liceo scientifico “Mons. B. Mangino” di Pagani, 2015 (CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons)

Incentivando docenti e studenti all’utilizzo delle piattaforme Wikimedia a fini didattici, i corsi organizzati da Wikimedia Italia puntano a sviluppare la digital information literacy, in particolare il punto di vista neutrale, lo spirito critico, la capacità di orientarsi con disinvoltura in un ambiente digitale aperto e collaborativo. La proposta formativa di Wikimedia Italia è dunque coerente tanto con il processo di innovazione del mondo della scuola, in virtù dell’autonomia delle singole istituzioni scolastiche, quanto con la promozione dei valori della libertà digitale attraverso l’educazione e l’uso del software libero, l’adozione di applicazioni open source e sistemi operativi non proprietari, l’utilizzo di licenze copyleft.

“Non vi è, né potrebbe esservi, una reale contrapposizione fra conoscenze e competenze. La costruzione di un bagaglio solido di conoscenze è operazione complessa, che richiede essa stessa competenze specifiche (a partire dalla capacità di reperire, selezionare, valutare, collegare, conservare le informazioni). Ma d’altro canto la prima e più importante delle competenze riguarda la necessità di basare le proprie scelte su informazioni il più possibile solide e affidabili, e di poterle e saperle reperire”.
(G. Roncaglia, L’età della frammentazione: cultura del libro e scuola digitale, Laterza 2018, p. 7).

Le attività didattiche condotte con il supporto di Wikimedia vanno in questa direzione poiché si sforzano di tenere insieme l’aspetto dei contenuti e quello delle competenze. Se il processo di documentazione, riconoscimento della qualità delle fonti e rielaborazione dei contenuti appare, infatti, come la fase più importante dal punto di vista formativo, non va sottovalutata la produzione, a valle di questa attività, di risorse didattiche aperte più o meno granulari, ossia di contenuti di qualità, sottoposti al controllo della comunità: voci enciclopediche, libri elettronici, dispense, contenuti fotografici e multimediali condivisi e liberi di essere riutilizzati.

Studenti del Liceo scientifico “G. Galilei” di Potenza a scuola di Wikisource con Andrea Zanni, 2017 (CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons)

Non c’è solo Wikipedia: l’ecosistema informativo Wikimedia è articolato e variegato e comprende una serie di progetti (Wikisource, Wikibooks, Commons, OpenStreetMap, Wikivoyage ecc.) che, se utilizzati in ambito didattico, consentono di sviluppare diverse competenze e di agevolare il perseguimento di vari obiettivi formativi, relativi al ‘sapere’ (conoscere il funzionamento delle varie piattaforme, il significato di contenuto libero, il concetto di punto di vista neutrale), al ‘saper fare’ (saper utilizzare con profitto i progetti wiki e più in generale il web per lo studio, la ricerca e la redazione collaborativa di contenuti) e al ‘saper essere’ (saper condividere le proprie conoscenze, assumere un atteggiamento critico nei confronti delle fonti, essere consapevoli delle implicazioni relative al diritto d’autore).

Per quanto riguarda le metodologie didattiche, i progetti Wikimedia per le scuole favoriscono un approccio capace di superare la dimensione frontale e trasmissiva dei saperi, di promuovere la didattica attiva e laboratoriale, l’apprendimento attraverso la pratica e in situazioni concrete (cooperative learning, peer teaching), di sviluppare le competenze di “cittadinanza digitale” e di sostenere strategie didattiche volte alla realizzazione di progetti (project-based learning) e all’apprendimento attraverso la pratica (learning by doing).

Senza dimenticare che parliamo di piattaforme multilingue (Wikipedia ha quasi 300 versioni linguistiche!), per cui le scuole, penso in particolare ai licei linguistici, possono progettare attività che prevedano la creazione di contenuti in lingua, magari dedicati al patrimonio artistico e paesaggistico del proprio territorio, centrando così diversi obiettivi: lo sviluppo di abilità tecnologiche, il riconoscimento della qualità delle fonti, l’attitudine al lavoro collaborativo, l’adozione consapevole delle licenze libere, la produzione di testi in lingua, la promozione turistica.

L’information literacy come terreno comune tra scuole e biblioteche

Per la sua stessa natura di enciclopedia non autoriale, Wikipedia è senza dubbio la piattaforma più ‘allenante’, ossia quella che costringe i contributori a sviluppare l’information literacy, quell’insieme di pratiche, attitudini, competenze e sensibilità che — a partire dal riconoscimento del proprio bisogno informativo — consentono di documentarsi in maniera efficace e di produrre in modo corretto e responsabile nuovi contenuti informativi. È quanto il Gruppo di studio sulla information literacy dell’Associazione italiana biblioteche ha provato a sintetizzare, con l’aiuto della comunità bibliotecaria italiana, nel Manifesto per l’information literacy, un documento di ampio respiro, rivolto non solo ai bibliotecari ma anche agli altri professionisti e intermediari dell’informazione.

Tra i temi delle iniziative di information literacy proposti dal Manifesto— accanto a contenuti dedicati, tra l’altro, all’uso etico dell’informazione nei media sociali, alla consapevolezza della complessità dell’ecosistema informativo contemporaneo, all’utilizzo critico dei motori di ricerca, alla contestualizzazione delle fonti documentali, all’analisi della comunicazione scientifica — , compare anche un focus sull’utilizzo attivo e consapevole di Wikipedia. Il tema Utilizzare Wikipedia per informarsi e documentarsi propone pone due obiettivi fondamentali: sviluppare la consapevolezza della comunità circa potenzialità e limiti di Wikipedia come fonte di informazione, e favorire una fruizione attiva della piattaforma attraverso il miglioramento delle voci enciclopediche e l’interazione costruttiva con gli altri redattori.

Studenti del Liceo classico statale Quinto Orazio Flacco di Potenza a scuola di Wikipedia, 2017 (CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons)

Non a caso, questo utilizzo maturo e consapevole di Wikipedia è stato evocato spesso nel corso della prima edizione dell’Information literacy day, svoltosi a Roma un anno fa. La giornata, intitolata “Teorie e pratiche di educazione all’informazione nelle biblioteche, nelle scuole, nelle università e nei contesti lavorativi”, ha innescato una discussione trasversale sul tema, grazie ad una serie di contributi stimolanti e a tre workshop tematici dedicati alle biblioteche pubbliche, alle biblioteche accademiche e di ricerca e alle biblioteche scolastiche (cui ha partecipato anche Gino Roncaglia). È proprio in relazione al contesto scolastico che si è registrato un particolare interesse verso percorsi di information literacy basati anche sull’uso a fini didattici della più importante enciclopedia libera e collaborativa.

Il meccanismo formativo virtuoso è quello per cui ogni informazione pubblicata in Wikipedia deve essere corroborata da fonti esterne accreditate. Gli studenti (e i docenti) scoprono così che per scrivere una buona voce su Wikipedia non si può fare a meno di consultare le fonti tradizionali, i libri, le riviste. Ho potuto constatare personalmente quanto sia soddisfacente avvicinare gli studenti al mondo delle biblioteche grazie ai progetti didattici basati sulle piattaforme Wikimedia (ne ho parlato qualche tempo fa in un’intervista di Jacopo Franchi).

Wikipedia come palestra di information literacy nel PNSD

Questa attenzione è coerente con i frequenti riferimenti all’information literacy e a Wikipedia contenuti già nel Piano nazionale per la scuola digitale (PNSD) e nei bandi ad esso collegati. Il documento di indirizzo pubblicato dal MIUR nel 2015 per il lancio di una strategia complessiva di innovazione della scuola italiana e per un nuovo posizionamento del suo sistema educativo nell’era digitale segnalava fin dall’inizio la necessità di “lavorare sull’alfabetizzazione informativa e digitale (information literacy e digital literacy), che mettono al centro il ruolo dell’informazione e dei dati nello sviluppo di una società interconnessa basata sulle conoscenze e l’informazione”.

Tre azioni del PNSD sono le più significative in questo ambito: l’azione 14, che collega l’information literacy ai più recenti framework delle competenze del ventunesimo secolo, l’azione 15, che inserisce l’information literacy tra i temi alla base dell’alfabetizzazione civica del cittadino digitale, e l’azione 24, che prospetta un progetto nazionale sulle biblioteche scolastiche capace di innescare processi di innovazione anche nel campo dell’information literacy. In particolare, l’azione 15 del PNSD ha previsto la realizzazione di 25 curricoli digitali, da mettere a disposizione di tutto il sistema scolastico per lo sviluppo di competenze digitali in una serie di aree tematiche, tra cui quella dedicata all’educazione all’informazione intesa come educazione alla capacità di ricercare, identificare, individuare, valutare, organizzare, utilizzare e pubblicare le informazioni online: tra i contenuti suggeriti, accanto ai cataloghi elettronici, alle biblioteche digitali, ai motori di ricerca è citata anche Wikipedia e il suo funzionamento.

Studenti wikipediani del Liceo linguistico “L. da Vinci” di Potenza impegnati nella ricerca della documentazione presso la Biblioteca Provinciale di Potenza, 2016 (CC-BY SA 4.0, Wikimedia Commons)

Non solo: il binomio information literacy/Wikipedia compare anche nell’Avviso pubblico per lo sviluppo del pensiero computazionale, della creatività digitale e delle competenze di “cittadinanza digitale”, a supporto dell’offerta formativa, emanato un anno fa dal MIUR: l’allegato relativo agli interventi di formazione per la cittadinanza digitale, destinati in primo luogo a studentesse e studenti della scuola secondaria, suggeriva, tra gli altri, un modulo di educazione all’informazione i cui contenuti vanno dall’infosfera all’etica dell’informazione, dalla filter bubble a Wikipedia e i commons digitali.

Schoolkit e risorse educative aperte

Gli Schoolkit, tecnicamente modelli di istruzioni per sostenere dirigenti, docenti e tutta la comunità scolastica nello sviluppo di pratiche didattiche innovative, sono stati pensati come strumenti coerenti con la progettazione e l’attuazione delle azioni del PNSD. Wikimedia Italia ne ha elaborati ben 8, tutti già inseriti dal MIUR nel Curriculum di educazione civica digitale. Molti di essi hanno una corrispondenza precisa con alcune specifiche azioni del PNSD e sono dedicati a temi trasversali e di grande attualità: l’educazione all’informazione, la gestione digitale del patrimonio culturale, donne e STEM, i percorsi di alternanza scuola-lavoro, la creazione collaborativa di risorse educative aperte, la creazione di ebook di opere in pubblico dominio.

Gli 8 Schoolkit sono accompagnati da una ricca collezione di risorse educative aperte realizzate da Wikimedia Italia o comunque rilasciate con licenza libera, quali videotutorial, wikiguide, presentazioni, manuali, articoli, approfondimenti, documentazione dell’attività svolta, esempi di contenuti prodotti dalle scuole ecc. Approfondirò i contenuti degli Schoolkit in una prossima storia. Per il momento mi fermo: come sempre, ogni commento è gradito!

Questa storia è la traccia dei contenuti di un webinar svolto il 21 marzo 2018 su invito dell’Ufficio Scolastico Regionale della Basilicata e rivolto a Dirigenti Scolastici e Animatori Digitali delle scuole lucane per illustrare loro le opportunità formative della didattica wiki e alcune buone pratiche per lo sviluppo della information literacy e la produzione collaborativa di risorse educative aperte. L’auspicio è che la conversazione tra i partecipanti possa proseguire qui nelle prossime settimane grazie ai contributi e ai commenti di altri dirigenti, docenti e, perché no, studenti, i veri protagonisti di queste attività.

Per approfondire

C. Petrucco — M. Campion, Potenzialità di Wikipedia nella didattica: esperienze di costruzione sociale e situata della conoscenza, in: Didamatica 2010, a c. di A. Andronico — A. Labella — F. Patini.

A. Fini, Dieci anni di Wikipedia. Dal punto di vista della scuola: una sfida o un’opportunità?, «Bricks», 0 (2011), pp. 52–59.

L. Catalani, I progetti Wikimedia per l’apprendimento delle competenze informative e digitali in biblioteca, a scuola, nelle università, in «AIB Studi», 2 (2017), pp. 253–263.

L. Catalani, Wikipedia e information literacy nelle biblioteche, nelle scuole e nelle università, Bari, 7 aprile 2017, XVIII Workshop di Teca del Mediterraneo, “Il futuro delle biblioteche: nuovi ruoli nell’universo digitale” (video).

L. Catalani, La costruzione di un curricolo digitale su Wikipedia e Information literacy, Melfi, 30 marzo 2017, corso di aggiornamento per docenti organizzato dal Liceo scientifico “Federico II di Svevia” di Melfi nell’ambito del Mediashow — Olimpiadi internazionali di multimedialità (video).