I titoli delle Edizioni SUR che rimangono colorati sono stati scritti da donne

Edizioni SUR, qual è il problema con le scrittrici?

Seguo le Edizioni SUR sin dalla loro nascita, correva l’anno 2011. Come scrivono sul sito la loro missione è semplice. Si propongono di “tracciare un ideale canone di letteratura contemporanea dall’America latina”. Ricordo di aver pensato: “Che bello! Finalmente posso riferirmi a un marchio editoriale ben preciso per conoscere autori e autrici di lingua spagnola nati e cresciuti nelle Americhe”. A distanza di sei anni, la collana principale delle Edizioni SUR ammonta a 41 titoli di venticinque firme diverse. A un certo punto però mi sono accorto di una particolarità. Sapete quante donne ci sono tra questi venticinque? Una.

Una sola donna dicevo, Emma Reyes. Beh, viste le premesse sarà la più significativa del suo Paese, la Colombia; invece no, a quanto pare Reyes “non ha mai avuto velleità di scrittrice”. Edizioni SUR in Non sapevamo giocare a niente ne pubblica infatti una raccolta di lettere trasformate in romanzo. Così mi sono chiesto, ma non esistono altre scrittrici colombiane contemporanee significative? Ci sono, anche se in Italia o non sono mai state tradotte o sono dieci/quindici anni che i loro libri non vengono più riproposti: Albalucía Ángel (inedita), Fanny Buitrago (Feltrinelli), Marvel Moreno (Giunti), Elisa Mujica (inedita), Laura Restrepo (Frassinelli), Flor Romero (inedita) e Rocio Vélez de Piedrahita (inedita).

Se come me siete curiosi, il passo successivo è passare in rassegna le nazioni interessate dal progetto editoriale di Edizioni SUR per comprendere come sia apparentemente inspiegabile la mancanza di scrittrici cilene, argentine, peruviane ecc. nel loro catalogo. Tra l’altro, l’anno scorso nella nuova collana Big SUR dedicata alla letteratura anglo-americana – magnifica l’autobiografia di Terry Gilliam, ve la consiglio – hanno pubblicato Carne viva di Merritt Tierce, sono editori attenti alle autrici di qualità. Sul loro blog poi non mancano di ricordare scrittrici latino-americane importanti come Alejandra Costamagna e Lina Meruane, i cui libri come scriveva Roberto Bolaño sono “la promessa più sicura di una letteratura che non rinuncia a niente” (cit. R. Bolaño, Tra parentesi, Adelphi 2009).

Avrebbero voluto in questi sei anni propormi qualche scrittrice insieme a Julio Cortázar, Ricardo Piglia e Ernesto Sabato, solo per citarne tre, ma non è stato possibile.

E quindi, se non Edizioni SUR, chi ha pubblicato Costamagna (nel 2001) e Meruane (nel 2013) in Italia? Besa Editrice e La Nuova Frontiera. Forse allora è questo l’inghippo, ci sarà stata un’asta per i diritti e saranno stati battuti da un’altra casa editrice. Tutti i titoli scritti da donne che volevano pubblicare per un motivo o per l’altro gli sono sfuggiti. Oppure, come nel caso di Allende e Serrano – da anni nel catalogo di Giangiacomo Feltrinelli Editore (casa editrice per cui lavoro) –, avendo iniziato a pubblicare solo nel 2011, non possono recuperare libri di autrici affermate perché oramai vincolate a qualche altro editore. Avrebbero voluto in questi sei anni propormi qualche scrittrice insieme a Julio Cortázar, Ricardo Piglia e Ernesto Sabato, solo per citarne tre, ma non è stato possibile.

Quel che mi chiedo, in un periodo in cui c’è grande attenzione a chi leggiamo e perché – vi rimando a un post di Loredana Lipperini “Noi no, noi” –, possiamo fare partire una discussione serena su questo tema iniziando da questo caso particolare? Edizioni SUR rappresenta in modo equilibrato la letteratura di un continente alla luce di quanto vi ho scritto?

Aggiornamento. Edizioni SUR ha risposto il giorno stesso via Twitter alla mia domanda, trovate qui di seguito la loro risposta:

Caro @lukealb, la risposta è semplice, ovviamente no, SUR non rappresenta in modo equilibrato la letteratura di un intero continente, come potrebbe farlo, pubblicando così pochi e selezionati titoli all’anno? Il nostro catalogo è il frutto di una ricerca, senz’altro parziale, adeguata ai mezzi da cui partiamo e ogni singolo titolo ha la sua storia e le sue ragioni. Tra l’altro, #EmmaReyes è uno di quelli a cui siamo più affezionati ma come hai già notato, BIG SUR ha già portato in Italia @merritttierce e a breve uscirà un’altra esordiente: @_catherinelacey Inoltre, abbiamo da poco acquistato i diritti di un’esordiente messicana, @LaiaJufresa, che arriverà nel 2017. Insomma, il progetto è dinamico, in crescita, e la ricerca è costante, in ogni paese latinoamericano e al di là del genere. Riassumendo: non c’è assolutamente nessun problema con le scrittrici :)