Siti mobile e case editrici italiane nel 2016

Oggi i lettori sono tutto il giorno sui loro smartphone. Anzi, leggono sul loro cellulare sempre più giornali, riviste e libri elettronici, se trovano il tempo di staccarsi da Facebook. Avere un sito Internet ottimizzato per i dispositivi mobili dovrebbe essere quindi una priorità per tutte le realtà editoriali italiane. Corrisponde a verità questa affermazione? Quella che segue è una veloce ricognizione dei siti istituzionali dei principali editori del nostro paese (non troverete Feltrinelli, non sarei super partes in quanto dipendente) a metà febbraio 2016 per fotografare lo stato delle cose.

Le cornici rosse evidenziano le aree visualizzate su desktop (sx) e mobile (dx)

Iniziamo con Mondadori. Chapeau. Il sito è pulito, chiaro, si concede il lusso di non citare il nome della casa editrice tenendo però ben evidente il logo. Le “etichette” in alto a destra possono piacere o meno ma hanno il pregio di portare il lettore che già conosce il catalogo dove vuole in breve tempo proponendogli nel contempo i libri più recenti. A proposito di novità, sulla versione desktop ampio spazio viene dedicato a quel che è appena uscito in libreria con una vetrina dedicata a sette titoli importanti, a seguire gli altri. Subito sotto troviamo poi video, eventi, Twitter, Facebook e autori.

Che succede quando vogliamo consultare lo stesso sito da smartphone? Tutto si semplifica: sparisce la vetrina, che avrebbe avuto poco senso su uno schermo piccolo, rimane il logo in rosso in alto a sinistra, al centro l’importante funzione “Cerca nel catalogo” e quindi Menu, dove ritroverete le categorie esplicitate nella versione desktop. In evidenza le novità presentate a tre a tre, poi gli autori, i video, gli articoli, il calendario degli eventi e, curiosamente, in fondo a tutto troviamo Twitter e Facebook oltre a un rimando alla sezione Mondadori Ragazzi. Ottima versione mobile. Altri esempi virtuosi in questo senso: Marsilio, Adelphi, Marcos y Marcos.

Le cornici rosse evidenziano le aree visualizzate su desktop (sx) e mobile (dx)

In attesa che l’autorità garante del mercato si esprima sulla fusione con Segrate, RCS Libri pare invece in una situazione di stallo. Ha un sito simile a quello di Mondadori – in realtà più ambizioso perché con lo stesso layout presenta tutte le sigle editoriali del gruppo (Marsilio e Sonzogno escluse che hanno un sito proprio) – tuttavia forse un po’ datato. Ritroviamo i pulsanti social ridotti a pixel dei primi anni Duemila, soluzioni proprietarie come Luogo e Mood che rimandano ai generi, un tentativo generalizzato e un po’ affannato di coinvolgere i lettori. Gli ebook sono relegati per ultimi, in basso.

Sul versante mobile RCS Libri non offre ai suoi utenti un sito riconfigurabile in funzione dello schermo di arrivo. Vale a dire che privilegia la versione desktop in tutto e per tutto. Gli elementi presenti nella pagina principale – copertine, categorie, social ecc. – non si dispongono o ridimensionano per occupare lo spazio più ridotto che hanno a disposizione impedendo così la navigazione da mobile. Adoperando un Samsung Galaxy S III Neo è impossibile navigare, non ho fatto prove con altri modelli. Se l’acquisizione da parte di Mondadori andrà in porto il sito verrà rivisto?

Le cornici rosse evidenziano le aree visualizzate su desktop (sx) e mobile (dx)

Il sito di De Agostini presenta analogie sia con quello di Mondadori sia con quello di RCS Libri. Cede rispetto al primo alla tentazione di presentare diciotto novità alla volta nella vetrina (tanto da fornire al navigatore la possibilità di comprimerla per escluderla dalla home page) mentre in confronto al secondo tralascia di sottolineare le differenze tra un marchio editoriale e l’altro. Suddivise in nove categorie, tutte le sigle del gruppo* sono mescolate in questa pagina che di fatto integra un negozio visto che poi rimanda ad Amazon per l’acquisto sia dei libri cartacei sia degli ebook.

In mobilità De Agostini va come una scheggia. Pur conservando la scomoda vetrinetta – ridotta alla presentazione di appena sette novità –, in realtà il sito si semplifica guadagnandoci in praticità. C’è il Cerca, ci sono le nove categorie descritte sopra nascoste sotto la voce Prodotti, le News, i Contatti e anche i Social. Una volta individuato il titolo desiderato in tre click ti ritrovi su Amazon. Le schede prodotto magari hanno un font un po’ troppo piccolo ma probabilmente la scelta è dovuta all’estrema varietà delle proposte. *N.B. Ogni sigla editoriale DeaA ha comunque un proprio sito.

Le cornici rosse evidenziano le aree visualizzate su desktop (sx) e mobile (dx)

Prendo infine ad esempio Newton Compton perché a mio modo di vedere si può assumere a modello rappresentativo della maggior parte dei siti editoriali italiani. La versione desktop presenta senza tante cerimonie le copertine di tutto il catalogo o quasi della casa editrice. In questo mi ricorda lo spettacolo offerto dagli stand degli editori di Più libri più liberi, la fiera della piccola e media editoria che da quindici anni si tiene a Roma in dicembre. L’importante è presentare quanta più offerta possibile. In evidenza i generi, gli autori, le collane, gli eventi, gli ebook e i social.

La versione mobile di Newton è quella che ho riscontrato prevalente in Italia. Su smartphone vedremo la stessa home che posso “apprezzare” da fisso… però più piccola. Una grafica per filatelici in cui le copertine dei libri si riducono appunto a francobolli piccolissimi e l’utilizzo del pinch to zoom diventa indispensabile per tornare a ingrandire gli elementi che ci interessano.

A questo inconveniente si può ovviare con uno stratagemma, evidente per i siti della dozzina di sigle editorali riconducibili al gruppo GeMS, ovvero sfoltendo il numero di elementi presenti nella home. D’altronde, più si riducono le dimensioni delle case editrici (o più marchi vengono ricondotti sotto lo stesso tetto) meno sono le risorse da investire in uno o più siti Internet responsive.

Le cornici rosse evidenziano le aree visualizzate su desktop (sx) e mobile (dx)

A metà degli anni dieci del XXI secolo tuttavia un sito attraente, accessibile e funzionale su mobile non può essere un’opzione. Certo, i siti in Flash solo dieci anni fa sembravano indispensabili, i siti responsive non potrebbero essere l’ennesima moda? Perché una casa editrice dovrebbe far caso a come si presenta su uno schermo tra i 3,5 e i 5,5 pollici? Nel 2020 l’80% della popolazione mondiale avrà uno smartphone e accederà a Internet da mobile, la risposta è tutta qui. A volte poi come Corraini Edizioni basta avere una forma mentis pratica per adattarsi ai tempi.

One clap, two clap, three clap, forty?

By clapping more or less, you can signal to us which stories really stand out.