“Italia digitale” una cippa! Come TIM maltratta e perde i clienti in modalità 1.0.

Sto cambiando casa. Nello stesso quartiere di Torino, peraltro.

E quindi, ho pensato con ampio anticipo alle volture ed alle attivazioni dei servizi.

Visto che il contratto per l’ADSL di casa mi sta particolarmente a cuore, parto già a luglio…scrivo a TIM, via Twitter, visto che hanno questo canale “social” attivo (N.B.: ho “censurato” nomi e immaginette degli operatori, non sono loro il mio problema).

Siamo a luglio, ho chiarito che il mio contratto è TIM SMART, mi dicono che ci vogliono al massimo dieci giorni. Sto tranquillo, quindi, sono in una botte di ferro. Per essere ancora più rassicurato, specifico i tempi via DM.

Arriva settembre: ho la disponibilità del nuovo appartamento, e quindi vado a concludere per avere tutto pronto entro metà ottobre, termine previsto del trasloco.

Faccio le volture di Gas e Luce: nessun problema.

Mi riattivo su Twitter, in Direct Messaging con TIM.

Ripeto quanto avevo già detto in precedenza (capisco che gli operatori sul canale Twitter hanno così tante interazioni da non potersi ricordare tutto), ed ecco la prima sorpresa.

TIM SMART prevede una linea fissa e uno o più dispositivi mobili associati: ma per qualche strana scelta commerciale di TIM, non è “traslocabile” come una normale linea fissa. E vabbè, sarebbe stato meglio saperlo a luglio, quando avevo già detto che dovevo traslocare una TIM SMART. Ma pazienza.

Visto che io volevo traslocare per avere la continuità del servizio e dei numeri di telefono, mi preoccupo delle conseguenze di questa notizia.

Chiedo dunque se si può fare così:

  1. attivare un nuovo contratto TIM SMART sulla nuova casa (che tra l’altro in quei giorni è in offerta a 19,90 euro al mese fino al 7 ottobre se la si attiva online, mentre io che sono un vecchio cliente ne pago 39,90)

2. e poi cessare il precedente e ricollegare le SIM di smartphone e tablet al nuovo contratto.

Sarebbe ragionevole, no?.

NO.

Passa un giorno senza risposta, e riprovo a capire cosa posso fare.

Ok, capisco anch’io che sono stressante, con tutte queste domande, ma capisco anche che il canale Twitter di TIM, alla fine, sembra darmi solo risposte che troverei sul sito: molto “statiche” e molto poco “social”.

Visto che siamo al 4 di ottobre, provo ad attivare l’offerta TIM SMART per la nuova casa.

L’operazione va a buon fine e TIM il giorno stesso mi manda questa mail:

Wow…bene! aspetto che mi diano l’ok, poi provvedo a chiedere che cessino l’altra.

Eh, si, ciao.

Due giorni dopo la TIM mi scrive:

E così scopro che non posso attivare un secondo contratto TIM SMART, se ne ho già uno, su una location diversa, per misteriose “problematiche commerciali”.

Sono all’empasse. Sembra non ci sia scampo alla sequenza “prima cessa, poi riattivi”. Intanto, ho anche telefonato al 187. Tre volte. La prima operatrice mi ha detto che non ci sono problemi ad attivare una nuova TIM SMART via web e cessare la vecchia in successione, ricollegando poi le SIM esistenti al nuovo contratto. Ma un secondo operatore (con cui la linea cade prima di concludere) ed un terzo mi dicono invece che non c’è scampo. Che quando si cambia casa con una TIM SMART “effettivamente è un casino”, e che per cessare bisogna inviare una richiesta di cessazione via raccomandata ad una casella postale di Fiumicino. E che per la cessazione ci vanno mediamente 20–25 giorni!!!

“Ma anche se la cessazione serve semplicemente a farmi diventare di nuovo vostro cliente?” “Si, è lo stesso”.

Nel frattempo, da Twitter l’operatore mi conferma:

Provo ancora a capire se il canale Twitter offre qualche innovazione rispetto allo standard:

Ok, a questo punto direi che ne ho proprio abbastanza. So che non è colpa degli operatori, e chiudo con questo tweet:

Goodbye, TIM, mi hai davvero stancato.

Le tue pratiche commerciali, almeno per quanto riguarda TIM SMART, mi risultano assurde:

  1. In fondo TIM Smart è una linea fissa abbinata a delle SIM: visto che le SIM non sono un problema, non si capisce perchè il trasloco non sia possibile;

2. visto il punto 1, è assurdo che non esista una procedura specifica per conservare il contratto in caso di una cosa così normale come il cambio di casa;

3. visto che avrei voluto restare con TIM, mi sembra assurdo dover cessare come se fossi morto (con raccomandata, ecc…) ed aspettare 20–25 giorni (dichiarazione del 187) per riavere un contratto con lo stesso operatore sulla nuova casa.

Se cambio operatore, a questo punto, ottengo tariffe migliori e faccio prima. Se mi ostinassi a rimanere con TIM, dopo quanto raccontato sopra, sarei colpevole di evidente stupidità.

Naturalmente non ho tempo e voglia di mettermi lì adesso a cercare la tariffa migliore (volevo il trasloco a condizioni pessime solo per evitarmi sta rottura), e me ne starò per un po’ senza ADSL di casa fin quando mi passerà l’incazzatura. Poi ci penserò.

Ma sarei stupido se mi ostinassi a rimanere in TIM, che evidentemente non mi vuole.

Chiudo sottolineando la cortesia e la gentilezza degli operatori con cui ho parlato/twittato, anche se nemmeno loro sono indenni da approssimazioni e risposte alla speraindio.

Non vorrei invece conoscere chi stabilisce, in TIM, procedure commerciali indegne di un tempo in cui si tenta di costruire una Italia digitale e moderna.

UPDATE 19 ottobre 2016: oggi TIM mi ha chiamato per chiedermi i motivi della cessazione:-)))

One clap, two clap, three clap, forty?

By clapping more or less, you can signal to us which stories really stand out.