Il tradimento — Le menzogne delle elite
Globalizzazione, immagrazione e democrazia. Tre macro-aree di analisi i cui spunti non mancano. Così il giornalista e scrittore Federico Rampini dà alle stampe un altro testo che affonda le mani nella contemporaneità cercando di trovare chiavi di lettura per soluzioni a lunga gittata.
Dalla crisi migratoria che si intreccia al diffondersi del terrorismo — due temi questi legati nell’opinione comune e che Rampini non distingue in maniera netta — passando per globalizzazione e riflessioni su un mondo che cambia velocemente. La crisi, poi, é anche quella della globalizzazione stessa, (ri)messa in discussione da una ventata di protezionismo e isolazionismo che parte proprio dall’America di cui l’autore é diventato cittadino e da cui scrive.

Dopo aver posato la lente di ingrandimento sui più recenti eventi internazionali (attacchi terroristi, immigrazione, elezione di Trump, cancellazione del Ttip, etc…), Rampini chiude il testo con tre conclusioni: una dedicata al rilancio economico che dovrà essere una via di mezzo tra un liberismo sfrenato e uno statalismo conservatore ed isolazionista; la seconda riguarda la nostra società ed il modo in cui intendiamo risolvere il tema dei flussi migratori: anche in questo caso bando agli estremi, no all’accoglienza di tutti ma no anche ai muri; infine l’ultima conclusione é sul concetto stesso di democrazia e su come alcune elite, tra cui quella giornalistica, debbano riappropriarsi del proprio ruolo al servizio del cittadino.
Il tradimento delle elite — politiche, economiche, finanziarie e giornalistiche — é ciò che, secondo Rampini, ha portato ad una società altamente ineguale e che vive dell’illusione di essersi messa definitivamente alle spalle la crisi economica del 2008.
