Quando si parla di Signoraggio

Tanto per far un po’ di luce sul mondo delle web-balle


In cosa consiste?
Consideriamo il finanziamento con base monetaria: al contrario del finanziamento con debito, è molto meno costoso, specie se realizzato attraverso l’emissione di monete o biglietti del Tesoro (se si prescinde dai costi materiali dell’emissione stessa, potremmo concludere che ha praticamente zero costi). Lo diventa invece in minima misura, se ottenuto nell’ambito delle convenzioni tra Stato e Banca Centrale. Questa linea di credito può essere mantenuta indefinitamente nel tempo come forma stabile di finanziamento del deficit. Il costo di tale credito, come già detto, è quasi nullo, in quanto il tasso di interesse risulta all’1% (se la Banca Centrale assorbe i titoli del debito pubblico sul mercato primario o secondario, non c’è alcuna riduzione nel costo del finanziamento del deficit). In tal modo si manifestava una sorta di “entrata occulta” pari alla differenza fra il costo del debito e il costo del finanziamento monetario realizzato.
Quest’entrata occulta venne definita come Signoraggio.
Possiamo quindi desumere che, al contrario di quanto spesso si legga su internet, con Signoraggio (bancario) non s’intende la differenza tra valore effettivo della moneta e costo di produzione della stessa.

Che cos’è l’Economia Monetaria?
Di base, nelle economie moderne, la moneta è un’attestazione debitoria emessa da un intermediario finanziario e fiduciariamente accolta come intermediario degli scambi e riserva di valore. Questo cosa significa? Fondamentalmente è molto semplice, non viviamo in un’economia di baratto, e quindi ci affidiamo alla moneta come mezzo di scambio. La moneta ha un valore ben definito e ci “aiuta” a dare un valore anche agli altri beni (svolge un ruolo di Unità di Conto).
Esistono poi gli Istituti di Emissione, che hanno il privilegio di emettere la moneta legale e assolvono alla funzione di prestatore in ultima istanza (Lender of last resort) e operano in qualità di Banche delle Banche, o Banca Centrale. Ovviamente la Banca Centrale NON è una banca privata (le banche private infatti NON emettono moneta), nonostante ne accolga certe caratteristiche.
La Banca Centrale, ancora, è completata dalla regolamentazione della condotta delle banche e dall’introduzione di controlli per assicurare il rispetto delle regole. In parole povere risponde e dipende dallo Stato e serve a (/nasce per) garantirne la stabilità ed il benessere (anche il nostro). A tal fine viene fissato un obbligo, che consiste nel mantenere una riserva obbligatoria in funzione cautelativa. Tutte le attività finanziare connesse alla costituzione di tale riserva formano la base monetaria. Essa comprende tutte le passività e serve non solo all’esigenza del sistema bancario di mantenere riserve libere, ma anche al pubblico (noi, voi) come scorta di circolante, ovvero per avere quelle belle banconote che ci sorridono ogni volta che apriamo il nostro amato portafogli.

Le Banche creano moneta?
Come abbiamo già visto Sì e No. Sì, nel senso che le Banche Centrali creano e distruggono base monetaria, e No, nel senso che le Banche private non creano moneta e dipendono da essa dalle Banche Centrali.

Perché la Banca Centrale crea moneta?
La Banca Centrale (cui ci riferiremo da qui avanti con BC) crea e distrugge base monetaria quando acquisisce (o cede) riserve di oro e di valute convertibili. La creazione/distruzione in questo caso è necessaria ed indipendente dalla volontà della Banca stessa che risponde ad un regime di cambi fissi, assolvendo tra l’altro alla funzione di mantenere fisso il cambio.
Anche il Tesoro (DT) stesso può emettere moneta, e la BC si limita (eventualmente) a fornirgli credito attraverso l’acquisto di titoli di Stato.
Ancora, la BC, può creare o distruggere base monetaria attraverso le operazioni di acquisto o vendita sul mercato secondario dei titoli di Stato: se compra titoli sul mercato integra la base monetaria, viceversa vendendoli la distrugge.
Infine può farlo quando si pone come banca delle banche, creando base monetaria attraverso le Banche stesse, rifinanziando il sistema creditizio.

Ma cosa ottiene da questa creazione/distruzione?
Nulla. La BC non vende denaro. Le principali operazioni di creazione di base monetaria con le altre banche sono quelle di risconto di cambiali e di anticipazione su titoli.

Esistono prove a sostegno?
Certamente. Nella voce Bilancio delle BC (ogni anno viene emesso un bilancio dei ricavi/spese) non esistono voci anche lontanamente simili a “introiti derivanti dalla vendita delle banconote”. Se ciò non bastasse si può sempre pensare ad un’immissione incontrollata di moneta nel sistema. Nel mercato corrisponderebbe ad una perdita del valore della moneta stessa e, peggio, sarebbe indice dell’assenza di stabilità monetaria interna di uno Stato (sul panorama internazionale ovviamente). Ciò produrrebbe inevitabilmente inflazione, e conseguente disoccupazione, difficoltà nel riequilibrare il mercato e nella ridistribuzione della ricchezza. L’inflazione ha costi netti per la società nel suo complesso, non solo per i cittadini privati, quindi sarebbe una follia considerare l’immissione continua di denaro come fonte di guadagno. Destabilizzerebbe il sistema nel suo intero e distruggerebbe ogni introito, specie quelli del sistema bancario.

Il Signoraggio Bancario, così come inteso dal web, esiste?
No. Il signoraggio bancario non esiste. È semplicemente l’ennesima frottola del web. L’ennesima bufala studiata (?) a tavolino (anche piuttosto male, se permettete), priva di ogni fondamento razionale. Credo sia figlio non solo dell’ignoranza strisciante di (spesso) troppe persone, ma della necessità di identificare in qualcuno o qualcosa la figura del Capro Espiatorio. Le difficoltà che le persone stanno passando, le sfide che i tempi che corrono offrono, spesso sono difficili da afferrare, figuriamoci da digerire. E temo sia normale che portino confusione e bisogno di un sistema di confini ben definiti. Detto questo, quei confini esistono e sono alla portata di tutti (tutt’altro che sfumati), basterebbe, alle volte, scuotersi di dosso un po’ di quella pigrizia mentale che affligge tutti noi e alimentare un po’ di sana curiosità.

Sarebbe cosa buona perdersi meno in discorsi da bar e più tra le pagine di un libro.


Articolo scritto da Emiliano Gentilini

Bibliografia

G.Antonelli-G.Cainelli-N.De Liso-R.Leoncini-S.Montresor, Economia, Torino, Giapichelli Editore, 2009

N.Acocella, Politica economica e strategie aziendali, Roma, Carrocci Editore, 2012