Cosa mi porto dietro?

Strade sbagliate (ma solo all’inizio…)

Massimo Benedetti
Nov 4 · 2 min read

Ho trovato un articolo pieno di «incipit sbagliati». Si parla degli inizi della carriera di alcuni grandi brandtrovate il link in fondo a questo post.

È interessante leggere come molti di loro avevano già le idee abbastanza chiare, ad esempio: McDonald’s, Apple, Google, Intel, Pixar, Amazon sono partiti quanto meno dal loro settore di attuale competenza e si sono poi specializzate. Amazon, ad esempio, era una libreria on line e successivamente è diventato l’e-commerce di tutto (e ora tornerà a vendere dal vivo, probabilmente…), McDonald’s, invece, vendeva già hamburger ma ad una scala minore rispetto ad oggi.

In altri casi, le imprese sono partite da lontano, sia cronologicamente che dal punto di vista del prodotto: Toyota produceva telai innovativi, Samsung era un negozio di alimentari poi convertito in azienda di produzione tessile, il primo prodotto Sony è stato un cuoci-riso elettrico.

Nel mio piccolo so che anche Laverda, dove ha lavorato per anni mio padre, prima di darsi alle moto e alle macchine agricole, produceva cannoni antigrandine, i migliori e più diffusi in Italia.

Può succedere a tutti, anche ai brand più affermati e vincenti, di sbagliare strada, e la questione è interessante, a mio avviso, anche dal punto di vista narrativo.

L’esperienza può essere condivisa con il proprio pubblico motivandola.

Equivale a dire: «abbiamo sbagliato ma abbiamo poi cambiato strada, ecco quali sono i motivi». Significa aprire le porte delle proprie fatiche, significa accettare (e raccontare) che un brand è fatto da persone che sbagliano, sbandano e che sono alla costante ricerca della strada giusta.

Come brand, possiamo condividere ciò che ci portiamo dietro ancora oggi da quella porzione di strada.

I valori che fanno ancora parte della nostra core story. Pensate a Samsung, cosa resta ancora oggi, tra tutta la tecnologia, del passato da negozio alimentare? Possiamo rispondere alla domanda: «cosa mi tengo stretto del mio passato?».


Alcuni spunti per il nostro brand:

  • Cosa ci portiamo dietro, di virtuoso, dalle sbandate?
  • Quali sono i motivi profondi/concreti per cui abbiamo cambiato strada?
  • Quali valori c’erano già allora che ci hanno fatti diventare quelli di oggi?
  • Quali elementi pratici ci siamo portati dietro oggi?
  • In che cosa siamo cambiati rispetto a ieri?
  • Quali storie/episodi ci dimostrano le risposte precedenti?

Senza errori e cambi di direzione non siamo umani. Essere umani significa raccontarsi in modo più efficace e oggi, essere umani, significa compiere imprese. Qualsiasi esse siano.

Link all’articolo: https://www.keblog.it/primo-prodotto-marchi-famosi/

Massimo Benedetti

Written by

Racconto storie d’imprese, cerco empatia digitale. #bottegamiller founder.

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