Daniela Consalvo, general manager mia

5 domande al #miateam: Daniela Consalvo, general manager

Carissim*,

benvenuti al nuovo appuntamento con il #miablog. Proseguiamo il nostro giro di presentazioni: stavolta tocca alla general manager Daniela Consalvo, a cui lasciamo subito la parola dandovi appuntamento alla settimana prossima!

#miateam

  • Presentati ai lettori del #miablog
    Ciao a tutti! Mi chiamo Daniela, sono pugliese ma ora vivo in Abruzzo. Ho raggiunto l’indipendenza economica a sedici anni e mi sono mantenuta da sola fino alla laurea in Psicologia. Mi sono fatta le ossa in azienda come direttore delle risorse umane, finché non ho deciso di licenziarmi per inseguire un sogno, dar vita a m.i.a. — manifattura italiana artigiani, startup nel settore moda. Mi definisco una “rugbista”: dura in campo, molto dolce fuori.
  • Cosa ti ha portato a lavorare per m.i.a.?
    Mi sarebbe piaciuto diventare una psicoterapeuta junghiana e questo mi ha portato a Chieti, dove ho studiato Psicologia. Per quanto la psicologia clinica mi piacesse, durante gli studi mi sono resa conto di essere molto portata per la psicologia del lavoro, ambito in cui mi sono successivamente specializzata. m.i.a. è un sogno che sta diventando realtà. Quel che mi interessava era proporre un modello di azienda nuovo, tecnologico e innovativo, che però mettesse al centro il Made in Italy e il benessere delle risorse che, da psicologa del lavoro, considero un fattore determinante nel successo (o nell’insuccesso) di ogni impresa.
  • Qual è il tuo ruolo nel #miateam?
    Nel #miateam mi occupo un po’ di tutto: dalla produzione ai rapporti con gli stakeholder, dall’inserimento delle nuove risorse in azienda.
  • Cosa consiglieresti a un giovane che sta cercando lavoro?
    Ai giovani darei due consigli. Il primo è: mettetecela tutta! Apprendete, non solo dalla didattica, ma dalla scuola, può illuminare il vostro percorso. Il secondo è: schiaritevi le idee su ciò che volete fare! Utilizzate questi anni per scoprire i vostri talenti e non dubitate mai di averne.
  • E cosa consiglieresti a un imprenditore?
    Direi di non castrare le personalità dei dipendenti. Esistono molti tipi di intelligenza, cercate di apprezzarli tutti. Esigete il massimo e non abbiate paura di non trovare nulla.