Truffa della masturbazione in cam, come funziona. Spiegato bene

Esiste una versione alternativa su La Stampa di questo resoconto http://www.lastampa.it/2017/09/23/tecnologia/idee/come-una-richiesta-di-amicizia-su-facebook-pu-trasformarsi-in-un-ricatto-zhK1YnlQHOlzLNwwJe1QoO/pagina.html

Tutto è nato da un messaggio innocuo d’amicizia.

Se una ragazza con un profilo vuoto e senza amici in comune ti contatta dicendo che è nuova su Facebook, si chiama Sandrà Mancarella, dice che fa l’infermiera a Messina, che si annoia e quindi cerca divertimento ovvero sesso in cam, la prima cosa che penso è che sono stato fortunato. Finalmente è successo a me! Finalmente sto per scoprire cosa succede a quei maschi bianchi eterosessuali che vengono truffati online dagli africani, slurp. Non potevo lasciarmela sfuggire. Accendo la cam.

io qui già rido

Sono in camera mia e parte questo video in cui una biondina si masturba. Funziona così: loro si fanno chiamare e accendono il video di una biotta che ti sorride. Non può che essere la tua serata fortunata, pensa l’italiano medio, il ceto irriflessivo, il tonto di turno. E io che non voglio essere da meno sto al gioco, fotografo lo schermo, cerco di capire come funziona, mi masturbo con il video (le cose o si fanno bene o non si fanno), e dopo pochi secondi ciò che vedo è la mia faccia pelata sullo schermo. Il sogno si ferma e si trasforma in un incubo: l’infermierina sexy dall’immaginario anni 70 (giusto Silvio Berlusconi eh), non è una vera infermiera. Si prendeva gioco di me. Ecco che si inizia.

A questo punto sei solo tu e la luce verde della cam nella solitudine della tua camera da letto. E immagini tutti quelli che ci sono passati. Ragazzini, uomini sposati, anziani inattrezzati, che presi dal panico e dalla vergogna d’essere stati ripresi durante un atto intimo, grottesco e patetico si lasciano intortare. Nessuno vuole che il filmatino sciatto e sgranato di una sega, la sega più triste e costosa mai esistita, venga visto. I truffatori fanno leva sulla vergogna. Ma c’è solo un piccolo problema: io non ne provo affatto.

O mio dio, no ti prego, non inviare dove apri tuo culo per me a tutta mia città attuale, o mio dio troppa vergogna, sono già rosso. Il problema è che ha beccato forse l’unico maschio bianco che se gli dici che gli pubblichi il video di lui che si masturba si mette a ridere.

Giura su entrambi i seni di sua madre che mi rovinerà la vita. Così chiedo come funziona. Ok, ho visto Black Mirror, e più o meno sono preparato, però dove intende pubblicare il video che minaccia di inviare ai miei parenti (e a miei amici scelti arbitrariamente?). Facebook agirà sotto la mia segnalazione? E in quanto tempo? Saranno svelti come quando scrivo “frocio” in modo ironico? La risposta ovviamente è no, la signorina Sandrà ha campo libero di sputtanarmi.

Mi sta probabilmente parlando in un francese tradotto su Google. Minaccia “È questo che faccio della tua vita?”, mi chiede se voglio che elimini il video o che lo pubblichi. Poi mi promette un milione di visitatori su YouTube e inizio a credere che forse potrei dare una svolta alla mia carriera. Paris Hilton e Kim Kardashian non si sono buttate dalla finestra o impiccate; e io non abito a Pizzo Calabro, il mio paese non sa della mia esistenza. Scelgo d’essere l’Anthony Weiner della mia timeline: pubblichi tutto, chissenefrega. Vediamo come va a finire.

Non capisce che non sono disposto a pagare, ma mi faccio comunque dire qual è il metodo di pagamento.

Io millanto di chiedere i danni. Ma questo è irrintracciabile, potrebbe scrivermi da un call center in Costa D’Avorio o da un appartamento in romania per quel che ne so. La polizia postale è inutile. Immagino che un altro nella mia situazione avrebbe dato di matto: non puoi bloccare il profilo del truffatore perché sa grazie a Facebook chi sono i tuoi parenti, e minaccia di inviare loro il sex tape compromettente; segnali a Facebook ma sono lenti e anche se chiudono quel profilo, il truffatore può crearne in pochi minuti uno nuovo. Decido di pubblicare tutto sulla mia bacheca per puro intrattenimento dei miei amici. A quel punto Sandrà pubblica il video sulla mia bacheca Facebook.

Scrive che mi masturbo in cam davanti a una “rete di 9 anni”, e merito la prigione. In realtà come potete vedere non è una bambina (mi ecciterebbe di più una pianta di fiori) ma il meccanismo ormai è di sputtanare la vittima e far leva sull’imbarazzo pubblico. Durante il video ci ho messo un po’ per eccitarmi ma poi ci sono riuscito, il dettaglio insuperabile della faccenda è che mentre parlavo al truffatore che mi chiedeva soldi c’era qualcuno che editava il video tagliando le parti morte per mostrare meglio l’erezione. Embè?

Finalmente mi dice come vuole essere pagato.

Quindi tutto ciò che sappiamo è che i soldi finiscono in Costa D’Avorio nella capitale economica Abidjan. Temo siano remote le possibilità di stabilire contatti con la polizia locale e arrestare questi signori (ammesso siano lì e non sia lì solo la sede legale dell’azienda che hanno messo in piedi).

Nel frattempo su Facebook i miei contatti collegati guardavano il ridicolo video in cui mi masturbo. Alcuni pensavano fossi vittima inconsapevole di una truffa. Altri hanno capito subito lo spirito e se la sono ghignata. Altri ancora hanno guardato il video per prendermi in giro. In tutto questo non ci ho guadagnato nulla ma ho dovuto rimuovere tutto perché Facebook è lesto nel bloccare chi scrive culo, meno a bloccare tentativi di estorsione, truffa, stalking e pubblicazioni illecite.

Com’è andata a finire? Dopo un po’ Facebook ha bloccato il profilo di Sandrà. Lei mi ha ricontattato dopo mezz’ora con un altro profilo: Mariella Di Coste. Chiedendo 200 euro.

Non sono mai stato svalutato tanto velocemente.

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