Piccolo decalogo contro l’insicurezza professionale
Fulvio Romanin
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Complimenti, bell’articolo che descrive bene come ci si sente in certi momenti della vita, sia lavorativi che personali.

I cambiamenti, se sono reali e profondi, sono una delle cose più dure da affrontare, più spaventose e a volte terribili. A volte sembra impossibile di potercela fare, sembra che tutti gli altri siano sicuri, forti, tenaci e tu pieno di dubbi, di paure e di insicurezze.

Ma credo che solo attraversando la paura, l’ansia, il senso di insicurezza e instabilità che derivano dall’uscire figuratamente dalla propria cameretta e dall’affacciarsi al mondo, si possa davvero crescere e cambiare.

Ogni tanto rileggo questa poesia e ritrovo il coraggio:

George Gray
Edgar Lee Masters, 1868–1950

I have studied many times
The marble which was chiseled for me — 
A boat with a furled sail at rest in a harbor.
In truth it pictures not my destination
But my life.
For love was offered me and I shrank from its disillusionment;
Sorrow knocked at my door, but I was afraid;
Ambition called to me, but I dreaded the chances.
Yet all the while I hungered for meaning in my life.
And now I know that we must lift the sail
And catch the winds of destiny
Wherever they drive the boat.
To put meaning in one’s life may end in madness,
But life without meaning is the torture
Of restlessness and vague desire — 
It is a boat longing for the sea and yet afraid.