Ho letto, poi son andato da un’altra parte a leggere altro -un post dolceamaro sulla professione freelance- poi son tornato qua. Mi son fermato per un po’ a pensare, col puntatore del mouse fermo a mezzoschermo (non a mezz’aria, quello solo nei film di fantascienza, almeno per ora) e poi mi son detto, dai, scrivile qualcosa.
E mentre ho iniziato a scrivere, come al solito, i pensieri e le idee son partiti ingolfandosi tra cervello e tastiera, tipo esodo estivo al casello di Melegnano. Uno alla fine s’è fatto largo nella ressa: era uno di quelli col Telepass, evidentemente, eccolo qua.
Arimo, un premessa: sono sincero, inutile fingere, non sono un lettore di Donna Moderna, rare volte mi è capitato di sfogliare la rivista; mia madre acquistava regolarmente Grazia e talvolta Amica, per cui non sono proprio digiuno.
L’idea, che sta viaggiando spedita sullo schermo, è quella di inserire nella rivista l’argomento informatica; è sconfinato, ne convengo, ma ci sono temi che possono essere utili alle lettrici, senza pretendere di prendere il posto delle riviste di settore (utili, certo, ma di norma per pochi eletti); per esempio: “santo cielo” mi s’è svampata la scheda di memoria del telefono, e adesso?” Adesso, di norma, c’è il negozio o il laboratorio di informatica -con i loro tempi ed i loro costi- ma non sarebbe divertente riuscire -o per lo meno provare- a cavarsela per conto proprio?
Io insegno informatica da alcuni anni all’università per gli adulti, nella mia città, e sto sperimentando -con successo- l’approccio ai vari argomenti (social network, fotoritocco, applicazioni di calcolo e di videoscrittura) mantenendo il più possibile il linguaggio semplice e anche non troppo serio. Su richiesta dei miei studenti ho cominciato a raccogliere gli appunti in un blog, cogliendo così l’occasione, durante le lezioni, per mostrare loro come funziona e come possono farsene uno personale.
Che ne pensa?