Robot, transumanesimo e schiavi 2.0

Navigando sui social network leggo sempre più spesso di utenti che si interrogano, preoccupati, su cosa ne sarà dei nostri mestieri con l’avanzare della robotica.

Il dato più diffuso che raccolgo è una visione catastrofica e distopica, probabilmente legata ad una riflessione superficiale… anche se, tuttavia, comprensibile.
Quello che mi chiedo è…

Ci si interroga su quali sarebbero questi lavori a rischio?

Diciamocelo, a nessuno piacerebbe passare 8/10 ore avvitando bulloni in lastre di acciaio, così come nessuno resterebbe indenne a turni massacranti in magazzini spesi caricando e scaricando pesantissimi pacchi.


Alcuni mestieri sono alienanti, logoranti e pericolosi…

…ma necessari, specialmente per chi non ha avuto la fortuna (dove per fortuna intendo una determinata serie di eventi favorevoli) nell’intraprendere una strada che lo portasse a svolgere un lavoro di intelletto o, comunque, di estro e creatività.

Il rischio è, dunque, che tanti operai si ritrovino senza un lavoro…

Una transizione che assume più i connotati di una evoluzione.

La superficialità, alla quale mi riferivo poco prima, ritengo stia nell’immaginare questo passaggio immediato o, comunque, repentino. Nulla di più sbagliato e folle. E’ scontato che, se questo avvenisse dall’oggi al domani, si creerebbe una situazione di stallo sociale.

Quello che credo sia più fisiologico è una sorta di step evolutivo.

Sino ad ora siamo stati abituati a considerare l’uomo come un “animale sociale” ma con l’avanzare della tecnologia, con l’aumentare di dispositivi, di sensori, di software e supporti digitali vari stiamo assistendo, per la prima volta nella nostra storia, ad una interazione uomo-macchina sempre più forte e permeante, a tal punto da poter considerare questi strumenti come vere e proprie estensioni del nostro Essere, passando per quella che sembra rappresentare una totale trasposizione del nostro Io reale nel mondo virtuale(tramite i Social Network).
L’essere umano diventa, dunque, un animale crossmediale.

In questa ottica pare già più semplice immaginare una società che abbia saputo sfruttare la propria tecnica per migliorare la propria condizione.

Lo chiamano transumanesimo

Il transumanesimo è un movimento culturale che sostiene l’uso delle scoperte scientifiche e tecnologiche per aumentare le capacità fisiche e cognitive e migliorare quegli aspetti della condizione umana che sono considerati indesiderabili, come la malattia e l’invecchiamento, in vista anche di una possibile trasformazione post umana. — Fonte Wikipedia

E’ chiaro, dunque, che un modello del genere funzionerebbe solo su una base sociale solida e, fondamentalmente, rivoluzionata; epurata di quelle che sono le sue caratteristiche più grette e ancestrali, quelle che rispondono agli istinti più bassi come la territorialità, il possesso, la competizione e la prevaricazione.

In un mondo dove i robot sono chiusi nelle fabbriche o impegnati nel manutenere le nostre città o le nostre case, l’essere umano è libero di sperimentare quella caratteristica che più gli riesce meglio; meravigliarsi e interrogarsi su quello di cui è testimone, dal fluire dei fiumi al muoversi degli astri.

Siamo, ad oggi, esseri altrettanto liberi?

Ci sono essenzialmente solo due droghe che la civiltà occidentale tollera: caffeina, dal lunedì al venerdì, per energizzarti quanto basta per fare di te un membro produttivo della società, e alcool, dal venerdì al lunedì, per renderti troppo stupido per comprendere la prigione in cui vivi.”
- Bill Hicks