X Factor 11: Mara Maionchi e la svolta nazionalista

La prima puntata di X Factor 11 si salva per il ritorno di Mara Maionchi e una piacevole infornata di freak, di talenti incompresi, altrimenti il talent show di Sky Uno con le audition ci avrebbe fatti sprofondare nella noia.

Quest’anno il programma dedicherà maggiore attenzione agli inediti dei cantanti in gara, che saranno eseguiti durante il quinto live show, ma al di là di tutto X Factor resta un programma televisivo che pur mantenendo alta l’asticella della qualità è ormai scivolato su alcuni manierismi mutuati dalla tv generalista dalla quale vorrebbe tanto differenziarsi.

Basti pensare alla difficile storia familiare del 16enne rapper Andrea Uboldi: il ragazzo riesce nella titanica impresa di far commuovere la debuttante Levante (sin troppo fragile a dire il vero, ma esageratamente telegenica) e la rediviva Mara Maionchi.

Proprio l’ex produttrice discografica diventa l’energica protagonista di una battaglia per ascoltare i brani in italiano: addirittura, quando si trova davanti il gruppo The Noiserz con un inedito in inglese, si scaglia contro di loro come una furia ancor prima della loro esibizione (“Voi dovete sognare di vincere il Totocalcio, non di fare musica”). Per fortuna sul palco succede un miracolo: nonostante qualsiasi talento avrebbe avuto dei problemi a emettere anche una sola nota dopo un massacro di questo genere, questi ragazzi conquistano tutti con un sound decisamente trascinante, facendo ricredere la stessa Maionchi (“Siete bravi, che palle!”).

Per carità, ognuno ha diritto a scegliersi la propria “linea editoriale”, ma una crociata a difesa della canzone italiana avrebbe senso solo in ottica live show laddove si decidesse di dare maggiore peso alle cover (l’anno scorso infatti era abbastanza vergognoso che 12 canzoni su 12 fossero in inglese). Questa volta invece verrà lasciato maggiore spazio agli inediti e il mio pensiero non può che andare a Chiara Galiazzo.

Ve la ricordate? Questa timida e goffa ragazza veneta nel 2012 aveva incantato tutti con le sue magiche interpretazioni in inglese, a partire da Over the rainbow. La Galiazzo ha poi vinto a mani basse quell’edizione, ma si pensava che da lì sarebbe uscita un’artista di livello internazionale. Invece non si sa per quale motivo le sono stati rifilati singoli modesti in italiano come Due respiri (a firma di Eros Ramazzotti) e brani sanremesi non proprio indimenticabili come Il futuro che sarà, L’esperienza dell’amore, Straordinario, Nessun posto è casa mia.

Svolta nazionalista della Maionchi a parte, di X Factor 11 si possono confermare l’ottimo montaggio, la brillantezza degli autori di Manuel Agnelli e Fedez, ma soprattutto una ricca presenza di freak per alleggerire il clima. Peccato solo per il livello attuale dei concorrenti, nel quale ognuno ormai sembra la fotocopia di qualcun altro (“Facciamo entrare il prossimo artista”, dice ogni volta Levante).

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