La mummia di Tollund

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L’uomo di Tollund è una mummia di palude particolarmente ben conservata grazie agli sfagni, muschi tipici delle torbiere che ne hanno arrestato la decomposizione, appartenente a un uomo vissuto all’incirca nel IV secolo a.C. in Scandinavia, durante l’età del ferro. Fu sepolto in una palude di torba nello Jutland in Danimarca. La mummia di Tollund è notevole per il fatto che il suo corpo, in particolare il volto, si è così ben conservato da sembrare morto solo di recente.


Test scientifici

Al momento della scoperta gli scienziati che esaminarono l’uomo di Tollund stimarono il momento della morte intorno a 2000 anni fa basandosi sui resti di cibo contenuti nello stomaco. Negli anni successivi il corpo fu sottoposto a numerosi esami, tra cui il test del carbonio-14, che hanno permesso di datare la morte tra il 300 e il 400 a.C. Esami ai raggi X hanno mostrato che la testa è integracuorepolmoni e fegato sono ben conservati. Gli sfagni, muschi presenti sul luogo del ritrovamento e tipici delle torbiere hanno la caratteristica di rendere acido il terreno; l’acidità del suolo, in associazione con la mancanza di ossigeno sotto la superficie, hanno reso possibile la conservazione dei tessuti molli. L’uomo era alto 161 centimetri e doveva avere un’età compresa tra i 30 e i 40 anni. Era sicuramente un uomo adulto in quanto i denti del giudizio erano già spuntati.


Fu probabilmente impiccato con la corda che è stata ritrovata serrata intorno al collo: anche se gli esami ai raggi X hanno rivelato che le vertebre cervicali non erano spezzate, gli scienziati sono certi che la causa della morte sia stata l'impiccagione. Il cappio ha lasciato infatti chiari segni sulla pelle sotto il mento e al lato del collo, anche se non vi era alcuna ferita evidente sulla parte posteriore del collo dove il nodo era posizionato al momento del ritrovamento. Inoltre la lingua era distesa, come spesso accade durante le impiccagioni.

Durante gli esami degli anni '50 lo stomaco e l’intestino furono rimossi dal corpo e furono prelevati campioni del suo contenuto. Gli scienziati hanno scoperto che l’ultimo pasto dell’uomo fu un porridge a base di verdure e sementi, sia coltivate come orzo e semi di lino sia selvatiche come Camelina sativa e corregiola. Complessivamente sono stati identificati circa 40 diversi semi. In base alla fase di digestione è stato dedotto che il pasto sia stato consumato tra le 12 e le 24 ore prima della morte. Nello stomaco non vi erano tracce di carne, di pesce né di frutta fresca, il che fa pensare che l’uomo sia morto durante l’inverno, quando la disponibilità di questi alimenti era più scarsa. La stagione invernale è anche compatibile con il fatto che temperature basse sono necessarie per la conservazione delle mummie di palude.

L’orzo presente nello stomaco presentava tracce di ergot, un fungo allucinogeno parassita delle graminacee ed in particolare della segale, e alcuni ricercatori hanno ipotizzato che potrebbe essere stato assunto volontariamente per alterare il proprio stato mentale prima di essere sacrificato. Nel 2002 la mummia di Tollund è stata sottoposta a nuovi esami, tra cui una tomografia computerizzata tramite la quale sono state estratte più di 16000 immagini. I nuovi test hanno confermato l’impiccagione come causa della morte e l’incredibile buona conservazione degli organi interni.


Fonte: Wikipedia


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