Maria Stuarda!

#iltempoelastoria #arte 😃🌐👑⌚📃📺📻 Chi fu la famosa Maria Stuart Regina di Scozia e di Francia?

François Clouet: Mary, Queen of Scots (1542-87)

Mary Stuart, italianizzata in Maria Stuarda (nata a Linlithgow, 8 dicembre1542 –morta a Fotheringhay, 8 febbraio 1587), è stata regina di Scozia dal 14 dicembre 1542 al 24 luglio 1567, regina consorte di Francia dal 10 luglio 1559 al 5 dicembre 1560 e regina d’Inghilterra per i legittimisti inglesi dell’epoca che non riconoscevano Elisabetta I come legittima erede di Enrico VIII.

Maria tredicenne, schizzo di François Clouet (1555)

Regina a pochi giorni di vita, consacrata per diritto divino (relativo l’assolutismo monarchico) a soli nove mesi: quella di Maria Stuarda fu una vita che cominciò e finì tragicamente. Scappata dalle guerre anglo-scozzesi, fu cresciuta nell’ambiente colto e raffinato della corte francese di Caterina de' Medici ed ebbe un’ottima educazione in ambito culturale, ma non altrettanto approfondita in ambito politico (dal momento che come regina consorte di Francia non avrebbe dovuto avere potere effettivo).


Maria Stuarda con il lutto bianco delle regine di Francia. Ritratto di François Clouet (1560)

Alla morte del primo marito, il re di Francia Francesco II, Maria Stuarda tornò in Scozia, dove l’attendeva lo scontro con la nuova religione calvinista (opera missionaria e predicatrice di Giovanni Calvino), istituita durante la sua assenza. Fu una sovrana molto tollerante e questo non fece altro che aumentare il potere dei Lord protestanti, che riuscirono a rivoltarle contro il paese, approfittando della sua turbolenta vita privata. Scappata in Inghilterra, pensava di poter essere aiutata dalla regina protestante Elisabetta I d’Inghilterra, sua cugina, che invece la imprigionò per quasi vent’anni.

Maria durante la prigionia, 1575.

In questi due decenni la regina di Scozia divenne il fulcro e l’anima del cattolicesimo inglese e molti complotti furono organizzati in suo nome per assassinare Elisabetta e innalzare Maria al trono. [Il più importante fu il complotto Babington, che fu il risultato di diverse congiure, con diversi scopi: di fatto si rivelò una trappola tesa a Maria da parte di Sir Francis Walsingham, il capo delle spie di Elisabetta, e dei nobili inglesi che ritenevano inevitabile l’esecuzione del «mostruoso drago scozzese».]

Stampa del XVI secolo che raffigura i congiurati del complotto Babington

La condanna a morte di Maria firmata da Elisabetta.

La regina di Scozia si ritrovò dunque a essere il simbolo vivente della Controriforma e finì sacrificata nella lotta tra la Spagna cattolica di Filippo II e l’Inghilterra protestante di Elisabetta I. La sua esecuzione fu un duro colpo all’autorità divina dei sovrani: per la prima volta nella storia una "regina consacrata da Dio" fu giudicata e condannata a morte. [Vedi Approfondimento*]

Maria Stuarda si avvia al patibolo. Dipinto di Scipione Vannutelli (1861)

Il suo unico figlio, Giacomo, fu il primo re britannico che riunì i domini inglesi a quelli scozzesi. Da Maria Stuarda discende l'attuale regina d'Inghilterra Elisabetta II.


Approfondimento*

Congiurati

Una volta scoperti, i congiurati vennero torturati, processati sommariamente e squartati.

Lo squartamento è una forma di esecuzione della pena di morte consistente nella divisione del corpo del condannato in più parti. Lo squartamento poteva avvenire dopo la morte provocata con altro supplizio oppure essere la causa di decesso.
Dinamica esecuzione: costituzione Tribunale

I giuristi si trovarono in difficoltà nell’organizzare il processo a Maria, poiché un sovrano straniero non poteva essere giudicato e in un caso simile avrebbe dovuto essere esiliato dal paese. Per evitare di andare contro le leggi ricercarono esempi di altri sovrani giudicati da un tribunale, ma i risultati furono piuttosto inconcludenti. La legge era contro di loro: infatti, a quel tempo, prevedeva che un accusato venisse giudicato da persone sue pari e ovviamente nessuno dei più alti lord inglesi era al pari della regina scozzese e la stessa Elisabetta non avrebbe potuto giudicarla.

I giuristi fecero leva sul fatto che il "crimine" fosse avvenuto in Inghilterra e, utilizzando questa scusante, poterono procedere e istituire un tribunale formato dai più importanti nobili d’Inghilterra.

Dinamica esecuzione: risposta di Maria

Maria, tuttavia, non volle categoricamente sottostare a una simile condizione e contro gli ambasciatori che le fecero visita l’11 ottobre, tuonò queste parole: «Come, la vostra signora non sa che sono nata regina? Crede che umilierò la mia posizione, il mio stato, la famiglia da cui provengo, il figlio che mi succederà, i re e i principi stranieri i cui diritti vengono calpestati nella mia persona, accettando un simile invito? No! Mai! Per quanto possa sembrare piegata, il mio cuore è saldo e non si sottoporrà a nessuna umiliazione». Il giorno seguente Maria fu visitata da una deputazione di commissari che le intimò che, per quanto protestasse, ella era suddita inglese e soggetta alle leggi dell’Inghilterra e quindi avrebbe dovuto presenziare al processo: qualora non lo avesse fatto, sarebbe stata ugualmente condannata in absentia. Maria rimase scossa, pianse e affermò che non era una suddita e avrebbe preferito «morire mille volte» piuttosto che riconoscersi tale, poiché avrebbe negato il diritto divino dei sovrani e avrebbe ammesso di essere soggetta alle leggi inglesi anche sotto un punto di vista religioso.

La regina, resasi conto della sua condizione di futura condannata a morte senza speranza, capitolò il 14 ottobre e improntò ogni suo atto a una singolare imitatio Christi.

Maria fu processata il 15 ottobre 1586, con l’accusa di alto tradimento, da una corte di quaranta uomini, tra i quali vi erano anche dei cattolici. Si difese da ogni accusa con dignità, sottolineando il fatto di essere una "regina consacrata da Dio" e quindi immune alle leggi d’Inghilterra. Dopo la prima giornata del processo, Maria, stanca e afflitta, confidò ai suoi servitori di essersi sentita come Gesù davanti ai farisei che urlavano «Tolle, tolle, crucifige!». Alla fine del processo pronunciò queste parole davanti ai suoi giudici: «Miei signori e gentiluomini, io pongo la mia causa nelle mani di Dio».

Elisabetta I, terrorizzata dall’idea di mandare a morire una regina consacrata, rimandò di mese in mese la firma del mandato di esecuzione. Si risolse a firmare il 1º febbraio 1587.

L’esecuzione

L’8 febbraio 1587, il giorno fissato per l’esecuzione, presso il castello di Fotheringhay, Maria, come riferiscono le fonti, entrò nel salone con aria tranquilla, indossando un abito scuro e un lungo velo bianco, simile a quello di una sposa. Quando il boia le presentò le sue scuse, ella gli disse: «Vi perdono con tutto il mio cuore, perché spero che ora porrete fine a tutte le mie angustie». Sul patibolo le sue dame, Elizabeth Curle e Jane Kennedy, l’aiutarono a spogliarsi, rivelando un sottabito rosso cremisi, il colore della passione dei martiri cattolici, appositamente scelto dalla regina, che davanti ai protestanti inglesi voleva morire da martire cattolicaUna volta bendata e posizionata la testa sul ceppo pronunciò le parole: «In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum» ovvero: «Signore, nelle tue mani affido il mio spirito»

La decapitazione

La decapitazione fu, stando ai testimoni, particolarmente brutale: la testa della regina si staccò dal corpo solo con un secondo colpo di scure. Dopo la morte, la sovrana subì l'umiliazione della ostensio davanti alla folla. Inoltre, quando gli esecutori si avvicinarono al corpo senza vita per prendere gli ultimi ornamenti rimasti, prima che venisse imbalsamato, la gonna di Maria incominciò a muoversi e dal di sotto uscì il piccolo cane della regina, che ella era riuscita a nascondere sotto le lunghe vesti.

La regina di Scozia moriva all’età di quarantaquattro anni. Elisabetta, morta nubile, non ebbe figli e il figlio di Maria, Giacomo Stuart, di religione protestante, divenne re d’Inghilterra, designato da Elisabetta sul letto di morte.

Autore: John De Critz; titolo: King James I of England

Autore: assemblaggio informazioni Marco di Informazione Tecnica sul canale Telegram.

Fonte: Wikipedia

Immagini: Wikipedia

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