“Scusi, ma per andare dove dobbiamo andare…”

Hollow Knight, Nidoscuro. Una buia caverna circonda il nostro piccolo eroe.
Hollow Knight, Nidoscuro. Una buia caverna circonda il nostro piccolo eroe.

Allora, leviamoci subito il sassolino dalla scarpa: io a Castlevania: Symphony of the Night non ho mai giocato. Neanche a Metroid, a un qualunque Metroid, a dire la verità. Non perché io abbia qualche tipo di disprezzo nei confronti di queste due serie, intendiamoci: semplicemente, se voi mi nominate un titolo degli anni ‘90/2000 che considerate un caposaldo irrinunciabile di un qualche genere, c’è una buona probabilità che io non l’abbia giocato, e francamente giunto a questo punto non ho nemmeno tutta questa voglia di andarmeli a recuperare.

Non che io abbia qualche tipo di, non so, disdegno verso quelli…


“It takes two to save the world.” Clever Plays tiene fede al suo nome.

artwork di Operation: Tango
artwork di Operation: Tango

Il riferimento, ovviamente, è a quell’altro gioco cooperativo che poco tempo fa ha conquistato i cuori di moltissimi giocatori. Un modo furbo e non troppo appariscente, forse, di cercare di approfittare del successo di It Takes Two, ma che non commettiate l’errore di pensare che ci troviamo di fronte a un pigro clone della creazione di Josef Fares e Hazelight. Operation: Tango, infatti, è una simulazione di operazioni di infiltrazione ad altro rischio: uno dei due giocatori interpreterà l’agente sul campo mentre l’altro ricoprirà il ruolo di hacker che dovrà fornire supporto esterno. La comunicazione, manco a dirlo, è fondamentale.


Quando un gioco riesce a fare breccia.

copertina CrossCode
copertina CrossCode

CrossCode è il genere di gioco che non dimenticherò tanto presto. Di quanto mi fosse piaciuto ne avevo già parlato qualche tempo fa, con una delle prime recensioni pubblicate proprio qui, su Frequenza Critica. È anche un genere di gioco per il quale, ogni volta che mi ritrovo a pensarci, ho solo buone memorie. È indubbiamente uno dei miei giochi preferiti degli ultimi anni, e dunque quando è uscito il suo DLC A New Home non ho potuto fare a meno di fiondarmi su Steam e comprarlo istantaneamente. …


Nella guerra medievale di Ensemble Studios non c’è spazio per l’individualità.

Artwork di Age of Empires II
Artwork di Age of Empires II

Come i nostri lettori più attenti ricorderanno, qualche settimana fa avevo scritto il primo di una serie di articoli incentrati sul doppiaggio negli strategici in tempo reale. Come primo soggetto, avevo scelto Dawn of War 2, che ha da offrire un parco di unità con personalità al limite dell’assurdo, fino quasi a sfociare nel pacchiano; ma anche quando lo fanno, il risultato riesce comunque a essere memorabile. E le scelte compiute da Relic Entertainment nel campo del doppiaggio si adattano perfettamente all’universo in cui è ambientato lo strategico.

Quando si parla di strategici in tempo reale, però, è praticamente impossibile…


Nella tetra oscurità del quarantunesimo millennio, tutti possono sentirti urlare (ma non gli importa granché).

Dawn of War 2: Retribution. Le unità della Guardia Imperiale in posa.
Dawn of War 2: Retribution. Le unità della Guardia Imperiale in posa.

Quando mi ritrovo a giocare a uno strategico, c’è una caratteristica a cui non manco mai di prestare attenzione. Per molti probabilmente sarà qualcosa di poco importante, di secondario, magari addirittura una fonte di distrazione da disattivare appena possibile. …


Parlare di guerra, soprattutto se vera, comporta delle responsabilità.

Marine pronti alla battaglia
Marine pronti alla battaglia

Che ci volete fare, dev’essere una specie di appuntamento fisso: un po’ come le tasse, l’Italia ai mondiali e Damaso che mi chiede dov’è il mio articolo per questo mese, ogni tanto tocca parlare anche della politica nei videogiochi. A me non è che dispiaccia, eh; i più attenti ricorderanno il mio articolo di qualche mese fa. Però è pur sempre un tema spinoso da affrontare, perché, insomma, io sono solo un tizio che scrive di videogiochi, non è che ho le risposte pronte su ogni cosa. …


Strategie a confronto.

xbox series x playstation 5
xbox series x playstation 5

Dopo settimane e mesi di discussioni, dibattiti, speculazioni e via così, la next gen è arrivata. Xbox Series X e Series S si sono fatte strada nelle case degli italiani, e da domani anche la PlayStation 5 farà lo stesso. Frotte di giocatori potranno lanciare i loro titoli sia next gen che (ha ancora senso chiamarla così?) current gen e godersi caricamenti migliorati, risoluzione 4K, fluidità garantità da frame rate che superano la fatidica soglia dei 30, feedback aptico e chi più ne ha più ne metta.

Molti giocatori avranno sicuramente già fatto la loro scelta. D’altronde, nel corso delle…


Maledetto Derek Yu.

spelunky 2 lava
spelunky 2 lava

Partiamo con il chiarire una cosa: questa non è una recensione di Spelunky 2. Se volete leggere una cosa scritta bene, con coscienza e sopratutto da qualcuno dotato di un paio di mani funzionanti, vi rimando all’articolo di Lorenzo “Dyni” Sarno apparso sulle nostre pagine una settimana fa; un ottimo scritto, che analizza le differenze fra primo e secondo capitolo e riflette su cos’è un gioco “perfetto”. Il mio articolo, però, è qualcosa di diverso, è un’ode di blasfemie assortite, un inno alla malvagità insita nell’animo umano (quello di Derek Yu, creatore del gioco), una peana in cui a trionfare…


“Il mondo si divide in due categorie. Chi ha la pistola carica, e chi scava.”

Grifltands Rook
Grifltands Rook

[Nota: questa recensione si basa su un titolo attualmente in Early Access, quindi su una versione non ancora considerata finale e completa di contenuto.]

Klei per me è da lungo tempo sinonimo di garanzia. Ricordo che già il primo Shank, tanti anni fa, mi aveva divertito un sacco. Shank 2 poi non fece altro che confermare il mio apprezzamento per questo nuovo nome nella scena indie, che sarebbe poi assurto alla fama grazie a un gioco che, se riprendeva lo stile grafico e l’impostazione 2D a scorrimento di Shank, era però parecchio diverso nelle meccaniche. Sto parlando, chiaramente, di Mark…


Green line confirmed.

kharak panorama concept art
kharak panorama concept art

Il deserto per me è l’espressione massima di “molto bello, ma non ci vivrei.” Il perché è abbastanza evidente: penso che la presenza di acqua sia moderatamente importante nella vita di una persona e trovo gradevole una temperatura massima che non vada oltre i trentacinque gradi. Ma sono proprio le asperità del deserto e la lotta giornaliera che gli esseri umani devono affrontare contro le dure condizioni da esso imposte a renderlo un’ambientazione così affascinante. …

Marco "Brom" Bortoluzzi

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