Il silenzio dei vivi

Cronache da un mondo che ci ha resi insensibili

Quest’oggi attraverserò, come sempre, Corso Cavour, una strada piena zeppa di vetrine e di luci, il Natale delle merci è iniziato da tempo ormai; eppure, in questo stesso mondo, ad Aleppo, non ci sarà la luce neanche oggi.

L’appuntamento con l’informazione è fisso; all’ora dei pasti, il telegiornale manda in onda le immagini del massacro che Putin e Assad stanno perpetrando: io spaghetti al sugo, loro lacrime e morte.

Se penso alla società in cui vivo, vedo queste due immagini: un mondo che muore in maniera atroce, un altro che lo guarda da uno schermo, tra un piatto e un altro. Eppure, se tutti siamo nati uguali, perché io posso arrogarmi il diritto di una poltrona comoda in prima fila?

Ciò che Putin e Assad stanno facendo agli innocenti di Aleppo Est è terrorismo. Dove sono le Nazioni Unite? La diplomazia e la politica su riducono a tacito assenso? Sono questi gli eventi che mettono in luce le contraddizioni del mondo in cui viviamo. Negli ultimi tempi, di fronte all’emergere dei nazionalismi europei, l’Europa si richiama ai suoi principi costitutivi: all’uguaglianza, la salvaguardia dei diritti. La stessa Europa ieri ha sospeso le misure di sostegno al debito della Grecia come risposta al premier Tsipras che voleva aumentare la spesa per le pensioni minime e sospendere l’IVA in quelle isole che accolgono migranti. E l’Europa smette di sostenere la Grecia a fronte di queste misure che – ricordiamolo – sono «umanitarie».

Mentre, pochi giorni fa, al Congresso di Essen, la cancelliera Merkel ha fatto una «cernita» tra migranti che meritano o non meritano di restare in Europa, aumentano gli sbarchi. La voce della Comunità Europea è così flebile che le coste in cui si stipano corpi e barconi non la sentono, tra le grida di gioia e le urla di dolore.

Dove sono le istituzioni? Dove le Nazioni Unite? Dove l’Europa? Forse l’emergere di partiti di estrema destra in tutta Europa è la logica prosecuzione di un’assenza istituzionale: presente nelle parole, inesistente nei fatti.

La grande paura che serpeggia in Europa e nel Mondo è il proliferarsi di nuclei di estrema destra: si ha paura di neo dittature nazistoidi. Eppure l’atteggiamento del mondo dinanzi a crudeltà evidenti, come il terrorismo siro-russo, non ci smuove nemmeno un poco. Mi chiedo, dunque, se nei fatti non siamo taciti allo stesso modo in cui lo furono i Paesi Europei dinanzi alla Shoah.

Oggi passerò una giornata al caldo, tra tanti piccoli problemi insignificanti. E col senso di colpa che qualcuno in Europa e nel Mondo pensi che la mia vita valga di più di quella dei Siriani ad Aleppo.

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