Cos’è un ponte termico?

una zona limitata di edificio dove scappa energia.

Se gli edifici fossero ben costruiti le termografie non rivelerebbero i ponti termici, non si vedrebbero neppure in edifici costruiti malissimo (ad esempio pareti in cemento e vetro).

I ponti termici sono delle anomalie termiche e si osservano con la termocamera.

Tipologia

Proviamo a darne una classificazione suddividendoli per tipologia in

Lineari o bidimensionali (2D)

  1. cordoli,
  2. travi,
  3. aggetti,
  4. pilastri
  5. marciapiedi,
  6. davanzali passanti,
  7. distanziatori nelle vetrate
  8. spalle di porte e finestre
  9. architravi di porte e finestre
  10. cassonetti
  11. soglie di porte e finestre
  12. sporti del tetto
  13. terrazzi

Puntuali o tridimensionali (3D)

  1. tasselli cappotto termico,
  2. mensole a sbalzo,
  3. attacchi puntuali di strutture esterne

Perché ci sono?

Si generano o per disomogeneità geometriche o per disomogeneità dei materiali

Disomogeneità geometrica

La disomogeneità geometrica è dovuta alla differenza tra l’area della superficie interna e quella esterna (tipico esempio l’angolo dell’edificio). La presenza del ponte termico è legata alla differenza di temperatura (poca o tanta non importa) tra la parte interna e la parte esterna. Tra elementi interni di locali riscaldati i ponti termici non si calcolano.

(se la vostra vicina va in vacanza e spegne il riscaldamento, si crea una differenza di temperatura, una dispersione e anche i ponti termici)

Solitamente si trovano in corrispondenza di

  1. attacco tra parete e pavimento
  2. attacco tra parete e soffitto
  3. spigoli esterni dell’edificio
  4. spalla tra parete e serramento
  5. cavedi interni o esterni,
  6. nicchie esterne tipico caso le nicchie dei radiatori,
  7. vani tecnici,
  8. canne fumarie
  9. architravi
  10. davanzali

Le nome che permettono il calcolo dei ponti termici in edilizia sono la

  1. ISO 7345
  2. ISO 10211

I ponti termici si possono con una accurata progettazione si possono ridurre ma non annullare.

Disomogeneità di materiale:

La presenza nell’involucro edilizio di variazioni o compenetrazioni (totale o parziale) di materiali con conduttività termica diversa.

Tipici esempio sono

  1. pilastri in calcestruzzo inseriti in una parete,
  2. setti in calcestruzzo inseriti in una parete,
  3. travi in calcestruzzo inseriti in una parete,
  4. cordoli in calcestruzzo di un solaio inseriti in una parete,,
  5. tasselli di fissaggio del cappotto isolante esterno,
  6. elementi di collegamento di balconi realizzati in calcestruzzo, acciaio o altro materiale,
  7. sovrastrutture esterne degli attacchi per tende,
  8. cardini degli scuretti,
  9. elementi di fissaggio delle tettoie
  10. mensole

Ma il ponte termico è sempre positivo??

Dipende risponderebbe un Veneto. La norma ISO 10211 mi permette di calcolare con misure interne o misure esterne.

Molte volte calcolando con misure esterne il ponte termico e’ negativo.

La norma UNI EN ISO 13790 mi permette di trascurare i ponti termici si calcolano i flussi (dispersioni) con misure esterne.

Allora va bene? No, perché anche le superfici vanno calcolate sulle misure esterne, bisogna confrontate mele con mele e non mele con pere.

Come scopriamo un ponte termico?

In un edificio esistente con la termocamera o, nel peggiore delle ipotesi, osservando condensa e muffa.

In fase di progetto semplicemente progettando con un software agli elementi finiti. Non sapete cos’è? cliccate qui

Conclusioni

I ponti termici dopo l’uscita delle UNI TS 11300 (parte 1 e parte 2) avvenuta ad ottobre 2014 devono essere calcolati dal progettista.

Gli standard volontari come Casaclima e PHI prevedono non solo il calcolo ma anche la verifica dell’edificio realizzato con l’impiego della termocamera.

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