6 Novembre 2011,NYC

M-Day

Contrariamente a quello messo a disposizione da Terramia con ritrovo alle 5 fronte Hotel Sheraton, decidiamo di non usufruire del trasporto per il South Ferry…A) perché dovremmo svegliarci alle 4 e nonostante il Daylight Saving Time che ci porterebbe a dormire 60 minuti in più , visto che partiamo nella 3 Wave delle 10:40 (la prima alle 9:40 e la seconda alle 10:10),ci pare un tantino presto B) è la quarta volta a NYC e siamo padroni dei trasporti, morale della favola: ci svegliamo alle vecchie 7:30 che per due pazzi che si accingono a percorrere 42km ,195 mt non è male come nanna… Poi ieri alle 22 ko, quindi non male davvero!

Prendiamo il Ferry, rigorosamente in fila civile made in USA e dopo un 15 minuti siamo sull’isola, bis di fila per i pullman ed alle 9 siamo sul luogo del delitto,depositiamo le nostre sacche ed i vestiti orrendi che dovevamo mollare lì ma che abbiamo deciso conservare per l’arrivo,poi colazione a base di caffè nero di dunkin donuts e bagel di non so chi, mi bevo un Gatorade e poi me ne danno uno misterioso in busta apri e bevi della linea G series PRO da assumere 25 minuti prima della partenza (non è pubblicità occulta ;-) sono semplicemente dettagliato)! Ok andiamo alla wave ma possiamo entrare solo alle 9:55, lo impariamo dopo che un Rambo

In borghese ci maltratta! Dovete sapere che, prima della partenza, tutti sono la legge, anche i ragazzini o i Boy Scout, e noi non siamo nessuno, dopodiché diventiamo gli unici padroni della città , e non esagero… E così durante l’attesa ci guardiamo attorno,gli elicotteri sorvolano l’isola, a due passi da me c’è un soldato confederato con tanto di fucile baionetta e zaino sulle spalle,Iron Man lo vedo di sfuggita,Wonder Woman anche, insomma, ci sono tanti VIP! Pochi istanti e parte il colpo di cannone, il nostro boato per l’entusiasmo è energia pura: 47mila persone che lo fanno assieme è da brivido! Il gruppo rock sul palco canta. Bohemian Like You dei

Dandy Warhols

tutti ci mettiamo a ballare… Ennesimo botto ed ennesimo boato! Tra poco tocca a noi! Si entra nei recinti e ci mettiamo in fila, comincia l’afflusso al Ponte Da Verazzano! Mi rendo conto che stiamo per correre la 42A maratona di NY ! Serena è una maschera di tensione, io sono eccitato e così sotto pressione che, se mi avessero infilato un pezzo di carbone dove potete immaginare, da li a 15 minuti sarebbe divenuto un diamante! Scherzi a parte, una cantante ci regala un live da brivido dell’inno Americano… Poi, come in una sorta di limbo tutto va in sospensione temporale , poi, arriva il nostro botto, a seguire. aleggiano nell’laria le note di «New York , New York» di Frank Sinatra, e le gambe cominciano a muoversi, noi siamo al piano di sotto del ponte, mi guardo attorno e vedo gente spogliarsi degli indumenti protettivi, sento una sferzata di vento che mi entra tra le due maglie, ed in quel momento focalizzo di non aver messo i cerotti ai capezzoli! Usciamo dal ponte ed il calore di Brooklyn ci riscalda e ci abbronza! Sono tutti strepitosi, dal pubblico ai poliziotti o pompieri , noi indossiamo maglie con la scritta ITALIA ed i nostri Nomi… E quando una ragazza mi urla « Vai Marco!» io impazzisco! Serena entusiasta mi bacia in corsa , le cosce si sciolgono e le gambe sono calde, ci fermiamo al primo ristoro a Bere. Gatorade ed acqua, subito ci accorgiamo di quanto sia vero ciò che Linus ci ha detto ieri: le strade diventano in quei punti una melma appiccicaticcia ! Fa caldo incredibile! Il sudore cola lungo la schiena , la fronte, le braccia… Proseguiamo in Brooklyn ed il tifo si fa sempre più caldo, ci facciamo sulla sinistra della strada dove la gente ci aspetta per darci i cinque ed inneggiarci , il mio primo 5 è ad un bimbo di colore, mi sono chinato per darglielo, ed è stato bellissimo! Sono tutti li per noi, chi con cartelli, chi con banane o biscotti, la maratona è anche questo! Arriviamo al. km 20 e mi accorgo di essere «riposato» tant’è che anche Serena resta sbigottita quando sorpassiamo il Pace Maker delle 4:30 (In moltissime maratone è ormai prassi consolidata l’ingaggio di corridori chiamati pace makers, riconoscibili da palloncini di vario colore, indicanti il tempo con il quale arriveranno al traguardo. Questo servizio è particolarmente gradito dai concorrenti meno esperti che hanno, in questo modo , una “facile” possibilità di potere seguire il ritmo ideale ipotizzato prima della gara) quindi significa che stiamo andando troppo bene! Arriviamo alle porte del Queens ed una band ci suona

«Where the Streets Have No Name» degli U2!!!! Diventiamo due missili, ed io corro, salto,ballo e canto! Essere qui, esserci con lei é bellissimo! Le urlo che la amo e la gara continua. nel Queens! Calore umano è la parola che più rispecchia questa gara, davvero siamo esterrefatti dal pubblico: gente che pompa lo stereo a palla dalle casse messe sui davanzali delle proprie abitazioni, bambini che ci danno i biscotti fatti in casa, signore che ci passano i fazzoletti… Incredibile ed imperdibile, due ragazzi ci urlano : « Ciao Serena e Marco, siete Grandi» ed io ci credo!!

Poi ad un tratto la folla sciama, al 15 miglio a Long Island City c’è lo spauracchio di ogni runner : il Queensboro Bridge col muro dei 25 km, ora c’è silenzio, ascolto il mio respiro, la pesantezza del passo, il ritmo del cuore, ed è in quel momento che vedo i palazzi di Manhattan all’orizzonte,la gioia è immensa ! Comincia la salita al ponte , ma Serena non sta bene, le cosce le si sono indurite, e correre le fa male… Se io sono testardo, lei lo è molto più di me, non voglio che su faccia del male e le chiedo se vuole ritirarsi, lei mi fulmina con lo sguardo pensando che stia vivendo la sua defaiance come un intralcio… Ah le donne!

La obbligo a mangiare una barretta energizzante dal gusto moralmente deprecabile!

Percorriamo il ponte camminando , il vento taglia i nostri corpi sudati come lame di rasoio,comincio a disperdere calore dalle mani, che ora sono ghiacciate, il sudore Gela tra i capelli, il peso sulle spalle è quello dell’incertezza, c’è molta amarezza, ed io non posso fare altro che aspettare gli eventi…

Peraltro,sono proprio in quella condizione ottimale per cui darei uno slancio alla gara,ma mi sento quasi imbarazzato nei suoi confronti,Serena lo capisce,mi guarda e mi dice « vai» è in quel momento che sento tutto l’amore che ci lega,la solidità di tutto ciò che abbiamo costruito… La mia risposta più sincera ed immediata è:» se arriviamo. al traguardo insieme, mano nella mano, ho vinto la Maratona, se dovessi arrivare 40 minuti prima di te, avrei perso».

Le torna il sorriso mentre discendiamo il ponte, ci si apre un nuovo mondo: per immetterci sulla 1AVE si fa una grande curva e lì, ci sono migliaia di persone festanti ad acclamarci! Una cosa indescrivibile, un piccolo stadio festante! La First Ave è infinitamente lunga, e dobbiamo raggiungere il Bronx! La strada qui è un continuo dislivello il viaggio è ancora più duro perché lo faccio tutto con andatura ad elastico accelero con un passo da corsa lenta, dopo ogni St. mi giro per vedere come sta Serena, la quale è arretrata, allora mi fermo, saltello sulle gambe ed attendo che mi raggiunga, poi si riparte…siamo a 30 km,io so che oramai ci siamo, Serena non ne è convinta, ma col volto tirato, continua la gara, ed ogni volta che mi guardo alle spalle,mi accecano due cose, il sole ed il suo sguardo spento… Ma lei è grande , e prosegue, poi ad Harlem tra la folla urlante, tra mille «Go Marco», «Go Serena»

«Vai Italia», ad un ristoro ci danno dei gel energetici,sono orrendi, ma la obbligo ad ingerirne almeno una metà! Attraversiamo il ponte che ci porta al Bronx dove una fantastica. folla festante ci regala altra energia positiva, una curvate ci ritroviamo un mega schermo che ci riprende , che carica, che gioia!!! Mi giro per cercare serena che sorridente riprende la festa! Poco dopo, Santa Barretta e San Gel fanno il loro effetto e sul Madison Ave Bridge , che ci porta sulla 5 AVE ritrovo Serena ed il suo sorriso al mio fianco!!!! È meraviglioso!!! All’orizzonte vedo il nostro Empire che ci veglia da lontano! La folla esulta , il sole sulla faccia mi fa bene, e così il passo di allunga, Serena mi da gli input , destra, sinistra ed andiamo!! È strepitoso! Finalmente. affianchiamo Central Park! Io comincio a Piangere,è incredibile,uno stronzo come me che riesce in questo…le lacrime solcano il viso e mi finiscono sulle labbra sorridenti! 23 miglio !!! Serena arranca, la prendo per mano e procediamo ! Poco prima del Guggenheim entriamo in Central Park! La folla esulta ci chiama per nome, incita L’Italia, noi salutiamo,esultiamo con loro,sorpassiamo maratoneti,ma sempre mano nella mano! Si esce e siamo ad un passo dal cubo della Apple che ora è nuovamente visibile! Al Columbus Circle un megaultrasuoerschermo ci riprende, e si svolta per il parco! 26 miglia!!! Tutti ci urlano «Almost there» ! Guardo serena che piange di gioia, io la bacio e mano nella mano a braccia alzate passiamo sotto al traguardo!

5 ORE 1 MINUTO 15 SECONDI!

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