Per una Smart City che parte dai dati

Marco Brambilla
Mar 2, 2017 · 4 min read

Quando si parla di digital transformation per le città, si pensa sempre alle grandi metropoli (magari dislocate nei più lontani angoli del globo, dalla Cina agli USA, dalla Gran Bretagna al Giappone) e alla necessità di grandi infrastrutture o budget infinito.

Oggi invece una smart city possiamo sperimentarla anche noi, ogni giorno.

Le tecnologie e i metodi moderni di analisi dei dati e di previsione basati su Social media, Internet of Things (IoT), Wi-Fi pubbliche, reti telefoniche e app mobili consentono, anche all’interno di piccole o medie realtà, di misurare quante e quali persone arrivano, sostano, si muovono in una certa area cittadina.

Questo può aiutare a quantificare e misurare gli effetti delle decisioni urbanistiche sulla vita della città. Queste stesse informazioni possono poi essere utilizzate anche per il marketing territoriale, i distretti commerciali e le singole attività (negozi, bar) ma anche per istituzioni culturali (musei, teatri)e organizzazione di eventi.

Una via del centro pedonale di Como.

Ad esempio, il Comune di Como sta realizzando un progetto in collaborazione con il gruppo di Data Science del Politecnico di Milano (Polo Regionale di Como) e Fluxedo, una startup nata da docenti e studenti tutti comaschi, che ha sviluppato un prodotto per l’analisi social e big data chiamato SocialOmeters.

Questo progetto mira alla sperimentazione di metodi, tecnologie e strumenti innovativi per l’analisi Big Data sul distretto turistico e commerciale di Como. Il lavoro, svolto da un team guidato da Emanuele Della Valle e da Marco Brambilla del Politecnico e una serie di altri enti (EIT Digital, Fondazione Politecnico, FBK, TIM), ha prodotto dati, analisi e dashboard informative live sulla città, a disposizione di amministrazione, cittadini e associazioni.

Sì, perché i Big Data funzionano anche per le piccole città.

Negli scorsi mesi, in piazza Duomo sono stati posizionati degli apparati IoT, per l’esattezza delle telecamere stereoscopiche 3D, che monitorano e quantificano i flussi pedonali nel centro cittadino.

Tutti i movimenti vengono confrontati con la banca dati degli eventi che si svolgono in città per capire quale programma abbia suscitato maggiore interesse e di conseguenza movimento. Queste informazioni sono poi integrate con i dati di uso del wi-fi pubblico e con i dati dalle celle telefoniche usate dai telefoni cellulari.

I primi risultati sono già disponibili e sono stati utilizzati dall’Amministrazione per capire meglio l’impatto delle recenti scelte urbanistiche (una su tutte, le nuove aree pedonali). Ma la soluzione è stata utile anche ad associazioni ed enti privati, per monitorare l’andamento di eventi e iniziative.

Ad esempio, la Città dei Balocchi, il grande evento natalizio di Como, ha raccolto un milione e mezzo di visitatori in un mese, con picchi di 80.000 persone al giorno nella sola piazza Duomo.

E le scoperte non finiscono qui: grazie al monitoraggio continuo, si scoprono le dinamiche (ad esempio, quante persone si muovono per partecipare allo spettacolo delle luci natalizie serali?), le evoluzioni nel tempo (ad esempio, come cambiano i flussi in base alle condizioni meteo?) e la regolarità dei comportamenti (chi viene a fare shopping al sabato pomeriggio? con che provenienza? per quanto tempo si fermano in città francesi, svizzeri o tedeschi?).

Questo e molto altro oggi può essere estratto con semplici soluzioni di analisi dei dati, in qualsiasi contesto urbano, dalla metropoli alla piccola città, allo scopo di migliorare la qualità della vita, la fruizione dei servizi, e il successo delle iniziative commerciali e culturali.

Questa è la vera rivoluzione dei big data: rendere le città più smart per beneficiare tutti i cittadini.

I dati, analizzati nel modo corretto, possono portare enormi vantaggi in termini di misurazione delle performance e adozione di soluzioni informate e basate sui fatti, invece che su posizioni soggettive o arbitrarie.

Il monitoraggio dei flussi in piazza Duomo a Como, i volumi di post sui social network e le posizioni da cui si condividono i post

Per gustare il tipo di esperienza che può fornire un approccio smart alla città (in particolare di Como, Milano e altre realtà), è possibile accedere alla parte pubblica delle dashboard online di alcuni progetti:

Ovviamente, i risultati possono raggiungere livelli di dettaglio molto più approfonditi, andando a studiare la profilazione degli utenti, i loro spostamenti e il loro comportamento medio. Il tutto con grande attenzione alla privacy e alla gestione appropriata del dato della singola persona, che non viene mai studiata a livello individuale, ma solo a livello aggregato.


Per queste attività si è lavorato in partnership con tantissimi enti, aziende, persone e istituzioni. Tra queste: EIT Digital, Cefriel, Politecnico di Milano, PoliHub, ComoNext, Amici di Como, Harvard University.

Marco Brambilla

Written by

Data science, social and media analysis. Data, software and models all around.

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