Tripula

Avete mai fatto un viaggio dentro (non sopra o sotto ma proprio dentro) a una mongolfiera? 
Io e mio figlio Giordano si e ne siamo rimasti entusiasti (forse più io che mio figlio).
Lo spettacolo si chiama “TRIPULA” e si è svolto all’interno di un teatro in cui due personaggi un po’ bizzarri hanno prima gonfiato una vera mongolfiera coricata su un fianco e poi ci hanno fatti entrare dentro.
I due “piloti” ci avevano avvertito che avremmo fatto un viaggio nella fantasia e così è stato davvero.
L’interno della mongolfiera è un posto davvero inusuale, eravamo straniti quasi fossimo atterrati su Marte.
Lo spettacolo è stato un susseguirsi di comicità e di trovate geniali in cui il corpo della grande balena colorata che ci aveva inghiottito si prestava ai vari giochi con la docilità e la scioltezza di un animale da circo.
All’uscita l’entusiasmo era cosi fuori dall’ordinario da richiedermi una riflessione su quanto avevo appena vissuto.
Visto che so per certo che moltissime invenzioni/idee sono generate da un incontro casuale mi sono immaginato i due artisti che per una circostanza fortuita si sono trovati per la prima volta all’interno di una mongolfiera e nella loro mente è nata l’idea di usarla come contenitore di uno spettacolo. 
E tutto questo mi porta come di consueto a pensare a quanto sia importante per la nostra creatività (che non è solo quella dei pittori o dei designer ma è quella di chiunque voglia distinguersi dalla massa e vedere le cose da un’altra angolazione) immergersi in situazioni nuove, aprire porte di stanze chiuse, entrare in veri e propri universi paralleli che attendono di essere esplorati come l’interno di quella mongolfiera.

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