Le 42 COSE BELLE che ho portato a casa dalla SKECHERS PERFORMANCE LOS ANGELES MARATHON

Un elenco lungo come i mila passi fatti per arrivare al traguardo.

  1. Una bellissima medaglia.
Medaglia + foto ricordo

2. Il fatto che questa medaglia mi ricorda di aver corso per la prima volta una maratona.

3. Il fatto che questa medaglia di questa maratona mi ricorda di essere andato per la prima volta dall’altra parte del mondo.

4. La consapevolezza che puoi far finta di saper parlare inglese continuando a dire “Yea” e “Amezin” ma in certi momenti maledici il mancato studio.

5. Paula, signora che ho conosciuta in aereo all’andata a suon di “yea” e “amazin”. Lei mi ha fatto un elenco delle cose che non potevo perdermi da turista e diciamo che me le sono perse quasi tutte (c’era da vivere il clima maratona da vicino)!Non ho capito tutto ma pare ci sia un museo con dei mammuth che proverebbe tante cose sull’evoluzione. Paula fa progetti nello spazio quindi di lei mi fido. Grazie!

6. William (mio socio italiano Skechers Ambassador) e le sue avventure raccontate; tra centinaia di chilometri corsi, sciati e pedalati nel mondo, allenamenti davanti al suo forno del pane per abituarsi al caldo, tanti amici e tanti sogni realizzati.

William from La Valle Agordina

7. Le belle ragazze vestite da runner nella hall dell’hotel con cui non ho mai avuto il coraggio di parlare.

Belle ragazze che corrono :-)

8. I viaggi in ascensore con gli atleti che mi pareva di essere nel villaggio olimpico di Los Angeles 84.

9. Svegliarmi alle 5.30 di mattina senza fatica per il fuso e rendermi conto che alla mattina si possono fare un sacco di cose.

10. L’Expo della LA Marathon, dove la tribù dei maratoneti (noi compresi) dopo ritiro pettorale e foto di rito, perde totalmente la concezione dei soldi e acquista tutto ciò che può rappresentare un vessillo della tribù. Ora, grazie a Skechers, ho mezzo guardaroba che rimanda a questo bellissimo ricordo.

Aggiungete a questa immagine musica a tutto volume

11. La corsa/turismo: il miglior modo per scoprire una città è correrla. Noi già dal venerdì pomeriggio eravamo dei turisti perfetti con un mezzo perfetto: le nostre gambe.

12. I Trials. Negli States per decidere chi va alle Olimpiadi non ci sono di mezzo politica e magheggi vari. Si parte tutti insieme dalla stessa linea di partenza lo stesso giorno e i primi tre che arrivano al traguardo vanno a rappresentare le stelle e strisce durante le Olimpiadi. Noi sabato abbiamo visto la sfida sulla Maratona per andare a Rio. Meritocrazia Fight Club.

U.S.A U.S.A!!

13. Le scarpe Skechers Go Run Forza con scritto “Los Angeles 2016” che, indossate per la prima volta venerdì e usate per piccola corsetta di prova nel pomeriggio, mi hanno accompagnato e sostenuto per tutta la maratona senza alcun problema. Mitiche!

14. Il piatto di pasta che siamo riusciti a trovare per il giusto apporto di carboidrati del sabato sera.

15. La preparazione del tutto la sera prima della corsa. Un vero rito fatto di spillette, abbinamenti cromatici e cura del dettaglio.

Essenziale

16. La pratica della meditazione che mi accompagna in ogni mia impresa sportiva e non solo. Una grande scoperta che consiglio ad ogni runner (non solo per correre meglio)!

17. La sveglia che suona alle ore 4.00am di domenica pronti per una giornata lunghissima.

18. Anna, il nostro angelo Skechers Performance, che oltre ad averci accolto venerdì con grande gentilezza, domenica all’alba ci ha traghettati verso la navetta che ci ha portato alla partenza. Anna ha corso anche lei la maratona! Lavoro che fai passione che trovi o passione che hai lavoro che trovi (non ho mai capito bene quale sia l’espressione giusta)

19. Lo stadio dei Los Angeles Dodgers dal quale siamo partiti per un fuoricampo di 42km.

Chi gioca in prima base?

20. Il trattamento vip nelle zone vip con cibo vip in momenti vip grazie a Skechers Performance.

Come i campioni

21. Un ragazzo di origine latina che canta l’inno nazionale ad occhi chiusi e la mano sul cuore alla partenza. In California la mescolanza ormai è stabilizzata e tutti si sentono e si percepiscono americani.

22. Un uomo gigante nero zoppicante che, a bordo strada, faceva vedere la foto della sua partecipazione alla maratona degli anni passati. Se sei maratoneta lo sei per sempre.

23. L’entusiasmo di ogni persona che ha corso, organizzato e incitato la maratona. Vivere il tutto con corpo, emozioni e mente.

Smile!

24. Il cibo offerto lungo il percorso. Tutti, non solo i ristori ufficiali, vogliono dare qualcosa, dagli hot dog alle caramelle gommose.

25. I cartelli. Ogni persona ha un cartello in mano con cui aspettare un suo amico/famigliare o un perfetto sconosciuto. Creatività incredibile scandiva le miglia mancanti alle birre finali o attivava maxi bottoni immaginari su carta da schiacciare in corsa per “ricariche di energia”.

Un applauso a Dante!

26. “You’ve got it” e “Good job man”. Me l’hanno detto tutti. Negli States raggiungere un obiettivo è molto importante e sottolineartelo diventa fondamentale.

27. I ragazzi/bambini/studenti che fanno la maratona. Students Run La è un progetto veramente figo che dice così: “The mission of Students Run LA is to challenge at-risk secondary students to experience the benefits of goal-setting, character development, adult mentoring and improved health by providing them with a truly life-changing experience: The training for and completion of the Skechers Performance Los Angeles Marathon.” Educare all’allenamento, alla fatica e alla celebrazione di un traguardo.

C’è una classifica under15

28. Le persone sovrappeso che fanno la maratona. Raggiungere un obiettivo se hai anche la zavorra ha un valore immenso.

29. I vecchi che fanno la maratona. Tantissimi e bellissimi.

30. Le persone che fanno la maratona tenendo in mano la bandiera dell’America. Uno, ve lo assicuro, correva con i sandali.

31. Tutti che fanno la maratona. Ognuno con il proprio obiettivo, con la propria persona a cui pensare o ricordare o con il proprio valore sul quale dipingere la propria fatica.

Tutti di corsa

32. Lei che correva con la canottiera con scritto “Single Runner” e i suoi contatti social che non sono riuscito a ricordarmi dopo il traguardo.

33. I tamburi. Battere il tempo colpisce direttamente gli istinti primordiali che permettono di mettere un piede davanti all’altro. C’erano i cinesi con tanto di dragone in Chinatown, i giapponesi a Little Tokyo, le cheerleader e le bande di tutte le scuole fino all’oceano.

Prima il piede destro e poi il sinistro (ripetere per 42.000 volte)

34. Correre sulle stelle della Walk of Fame di Hollywood.

35. Il signore davanti al teatro con il cilindro che mi dice “Welcome to Hollywood” come nelle migliori sceneggiature.

36. La scritta Hollywood che ti guarda dalla collina come un fotogramma reale di un film bellissimo.

37. Il passaggio da Beverly Hills che sono sicuro che c’era Steve parcheggiato con la sua corvette che aspettava Kelly che forse si stava già vedendo con Dylan che invece era con Brenda e Brendon da Peach Pit.

38. Rodeo Drive che è come se Gardaland avesse via Montenapoleone.

39. Il profumo dell’oceano che mi ha colpito d’improvviso facendomi correre senza fatica per almeno 350m.

40. L’arrivo a Santa Monica con la nebbia che poi forse sono sole le nuvole sull’oceano. La nebbia sul naviglio a Buccinasco durante un lungo ha tutto un altro sapore.

Good job men!

41. La diretta televisiva che ha permesso alla mia famiglia in Italia di seguirmi in streaming da molte maratone di distanza.

Montecurto live

42. La due ore passate sulla spiaggia di Santa Monica che è stato come un paradiso conquistato con la fatica.

L’Oceano

Ed ore le ultime 195 battute:

Mondopersonentusiasmopportunitàlimitesuoperamentobiettivocorrerechebelloviaggiareamicinovitàfaticascarpetraguardocelebrazionericordioraiosono.

Corri Zamba, corri! (cit)

Un grande GRAZIE a Skechers Italia, a Skechers Performance e a Runner’s World Italia!

Alla prossima, ciao :-)