Newsletter di Natale e di compleanno. Non farlo.

Sapevo che un titolo così, a febbraio, avrebbe attirato il tuo clic. :)

La verità è che arrivo lunghissimo su una riflessione che è sorta, appunto, nel periodo di Natale.

Ci ho aggiunto poi quella del compleanno perché, dopo circa 3 settimane, compio gli anni.

Torniamo al Natale.

Periodo di saldi, di acquisti online, di newsletter.

Di troppe newsletter!

Poiché anche io, come te, ho subìto questo bombardamento, desideravo condividere alcune riflessioni.

Ci penserei due volte prima di suggerire ad una mia azienda cliente di presidiare questa finestra temporale con delle newsletter; per le seguenti ragioni:

  • il tuo destinatario (che non è solo tua) riceverà la tua newsletter annegata in mezzo a tutte le altre newsletter di Natale
  • tutte comunicano la stessa cosa: grandi occasioni per fare acquisti — che poi le grandi occasioni non ci sono mai, si cerca solo di cavalcare un periodo in cui l’acquisto, in pratica, è obbligatorio; se proprio lo vuoi fare, almeno differenzia il messaggio, gioca di fantasia
  • se non ti sforzi in termini di creatività, il sentimento riguardante la tua newsletter rischia di essere influenzato da quello che fa riferimento a tutte le altre newsletter: inutilità!
  • collegato a doppia mandata con il punto precedente, il rischio (*) di disiscrizione

(*) che poi non bisogna avere paura del fatto che le persone si disiscrivano, anzi, dovremo favorire la disiscrizione: dentro solo quelli davvero interessati (che poi, in tanti casi, paghiamo ad iscritto — v. Mailchimp)

Conclusioni/suggerimenti:

  • considera che, in corrispondenza di affollate micro-stagionalità, ci saranno tantissime altre aziende a fare la stessa cosa; la tua newsletter rischia di perdersi e non essere letta. Quindi pensaci bene
  • se proprio lo devi fare, differenziati. Non so come — dipende dal settore — ma differenziati
  • in generale, abbi rispetto — massimo rispetto — per la inbox dei tuoi utenti. Ti hanno concesso di recapitarci dentro della roba, non approfittarne

E poi si arriva al compleanno.

Qui è ancora peggio perché ci manca l’appiglio del “rompi ghiaccio”: “al di là degli auguri, che gli diciamo a questa/o che compie gli anni?”.

Due suggestioni:

  • scordati lo sconto: non attecchisce più; soprattutto se il target è giovane e soprattutto se il tuo prodotto non è costosissimissimo
  • non forzare la mano! Se non hai nulla da dire, non scrivermi neanche, fa niente. Già sono tante le persone che non si ricordano di farci gli auguri, figurati se ce la prendiamo se una partita IVA, alla quale una volta abbiamo lasciato l’indirizzo email, è tra questi

E non forzare perché può succedere l’effetto contrario (se poi il destinatario sono io, sono ca**i…).

Ti racconto una storia: è il 17 gennaio — giorno del mio compleanno — e ING Direct mi manda la mail di auguri.

Il primo sentimento, tutta via, è positivo “Guarda che carini, si sono salvati l’informazione a database”, ma poi proseguo nella lettura è, oltre a non vedere nessun regalo, leggo un messaggio che suona più o meno così “come regalo per il compleanno, ti facciamo la promessa di mantenere alto il livello di servizio erogato”.

Cosa?!?

La qualità del servizio la devi tenere elevata a prescindere, altrimenti cerco un’altra banca!

Ah, domani — 24/2/17 — vado in Banca Etica a Treviso a valutare le condizioni di un conto corrente.

(articolo originariamente pubblicato su http://marcoziero.it/newsletter-natale-compleanno/)

(i crediti dell’immagine utilizzata in apertura: https://www.trendoo.it/blog/nuovi-template-email-natalizi/)

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