Rodari: creatività e ragione

Maria Angela Nestola
Nov 5 · 2 min read

Uno scrittore, un creativo, un poeta, un “classico del Novecento” come lo definisce Treccani, un uomo che in tutta la sua vita ha cercato l’adulto nel bambino e il bambino nell’adulto, mentre rifletteva in modo giocoso, sulla contemporaneità.

Con Gianni Rodari nasce la didattica fondata sul connubio tra creatività e ragione e si sviluppa in tutta la sua opera l’intento di fare della fantasia un sinonimo di libertà. Lo spiega nel celebre discorso del 1970 pronunciato in occasione del conferimento del prestigioso Premio Andersen: “La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi, essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può contribuire ad educare la mente, può aiutare il bambino a conoscere il mondo”.

Nato nel 1920 sul lago d’Orta, figlio di un fornaio, lettore precoce del Corriere dei Piccoli, Rodari, in seguito alla morte prematura del padre, a 15 anni entra in seminario, ne esce poco dopo e si iscrive alle magistrali, poi alla facoltà di lingue della Cattolica di Milano ma presto abbandona gli studi.

Autodidatta, lettore dei surrealisti, di Novalis, collabora ad alcune riviste e nel 1948 e ottiene una rubrica destinata ai bambini, sull’Unità, un grande successo. In seguito, trasferitosi a Roma da Milano, scrive su Paese Sera, e nel 1960 diventa autore Einaudi largamente apprezzato, tra gli altri da Calvino. Tra il ’60 e il ’66 pubblica le Favole al telefono, le Filastrocche in cielo e in terra, il Libro degli errori, e La torta in cielo, da cui verrà tratto l’omonimo film con un “cattivissimo” Paolo Villaggio.

Rodari è uno scrittore informato e affine alla sperimentazione, innamorato dei punti di contatto tra i vari mondi possibili della letteratura che poi sono gli stessi del vivere. Alla domanda sul senso della scrittura rispondeva che: “dalla parola, nasce la vita, poiché le parole indicano una cosa e il suo esatto opposto, per questo non esagero quando dico che creano realtà”.

“Così per le fiabe, nascono come quando si mastica una gomma: tu mastica, mastica e ad un certo punto tirala tirala, tirala … poi prendi una parola, piccola eh, masticala e poi tirala tirala tiiirala…così viene fuori tutta la storia”.

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Giornalista, consulente creativa e SMM. Tra tutte, preferisco la terza pagina.

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