Eppure l’aereo non mi fa paura.

È così bello vedere il mondo dalla stessa prospettiva di Dio.
È come se quel peso che ci tiene gelosamente aggrappati alla terra per un attimo svanisse. Materia inconsistente, vuoti d’aria, vuoti d’animo. Gambe e braccia che hanno paura di pesare su un corpo inerte. Fasci di luce che cercano di farsi spazio tra un accecante bagliore. Un senso di solitudine che annebbia con prepotenza la mente per qualche istante. La temporanea illusione di una vita diversa che ignori un passato troppo pesante da portarsi dietro. Una sensazione di vertiginosa contingenza accompagnata da un senso di conquistata onnipotenza che rende il tempo impercettibile. Quasi fossimo noi a decidere per quell’attimo se vivere il nostro passato, il nostro presente o il nostro futuro.
Quassù si respira un’aria diversa, lontana dalla corruzione, un’aria libera di essere se stessa, un’aria che libera da se stessi.
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