Sfarfallìo

Non ti avevo chiesto nulla, se non di esistere, di avere una forma anche io, di far sì che tutto di me, dai piedi alla testa, smettesse di essere così sfocato e di avere quello sfarfallìo che sempre mi aveva fatto sentire come se io fossi qualcosa in meno, come se io avessi qualcosa in meno.

Ti ho chiesto fermami, tienimi, ti ho detto tempo, se mi abbracci lo sfarfallìo si placa, ti ho detto fame, perché il coraggio di stare ferma in un abbraccio e mangiare dalle mani di qualcuno mi era mancato finora. Ti ho gridato paura, fai piano, era una cosa nuova, diversa, troppo lontana. Non hai sentito. Tu non sai cosa sia lo sfarfallìo, non è sotto ma sopra l’umano. E un di più e tu non hai capito. Ho provato a spiegare, dire, parlare, ma tu vedevi solo lo sfarfallìo e sentivi il rumore che fa, e le parole no, quelle non arrivavano. Sei arrivata per dirmi smetti di essere sola e poi te ne sei andata per dirmi che con quello sfarfallìo, io non posso che essere sola. E hai ragione, il mio sfarfallìo sono le mie parole, sono i miei pensieri, le mie paure.

Il mio sfarfallìo sono io.

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