Non so se è possibile accorgersi di non essere tipo da famiglia solo dopo aver fatto due figlie.
A volte mi sembra di non essere adatta, di non avere la pazienza, la voglia, di dover sforzarmi troppo.
A volte mi sento stretta in questi limiti di tempo, di orari, di iniziative represse, gestione e ottimizzazione delle risorse. Do la colpa a loro di non poter fare tutto quello che vorrei, di non essere tutto quello che potrei.
Se non dovessi pensare a preparare dei pasti decenti per tutti, se non avessi lavatrici da stendere, zainetti da ricordare quanto tempo avrei per tutta la me stessa nascosta.
È proprio ora che ho scoperto che posso essere migliore, che sono riuscita a lasciare le cose vecchie alle spalle, dare un colpo di spugna al passato, ci sono loro che rallentano la mia fuga. Proprio ora che so che potrei volare, loro mi appesantiscono.
A volte mi sento così e non ci posso fare nulla. Le emozioni stanno lì; a loro non importa di essere giuste o sbagliate. Ci sono e ti guardano dimenarti ma non si scrollano di dosso.
Ma se sapessero.
Se sapessero la rivoluzione che hanno portato quelle due piccolette.
No, non di tenerezza e dolcezza e amore coccoloso. Anche quello, ma era previsto. La vera rivoluzione è stato il tempo. Il tempo di fermarsi.
Mi hanno costretta a fermarmi, controvoglia a cambiare abitudini, punto di vista, prospettiva. Tante cose di cui non pensavo nemmeno si potesse dubitare, si sono sgretolate davanti al mio nuovo sguardo.
Le catene di errori che continuavo a ripetere si potevano rompere, la tradizione poteva non essere rispettata, c’era altro fuori da me che non avevo preso in considerazione, e ho iniziato a vederlo.
E dopo aver visto il mare di scelte che non avevo mai considerato mi sono sentita ubriaca, persa, felice, smarrita, sola. A volte sul tetto del mondo e sotto un mare di opportunità, a volte in balia del vento e senza protezioni.
Ma non ho più voluto tornare indietro.
È questo grazie a loro. Che sono fantastiche e brillanti. Che sono tremendamente egoiste come solo i bambini possono essere, ma che quando ti abbracciano sono pure e regalano il loro mondo.