Perfezionismo e mania di controllo rovinano la vita

Perfezionismo e mania di controllo rovinano la vita. Ho incontrato molte donne e uomini che per avere tutto sotto controllo non sono stati in grado di vedere e cogliere quei meravigliosi dettagli spontanei e improvvisi che possono cambiare il corso di un progetto o di una storia.

L’ho imparato sulla mia pelle. Di contro ho avuto anche modo di osservare e sperimentare un comportamento diverso basato sulla tolleranza, la comprensione e l’empatia hanno portato a risultati insperati. Ho avuto modo di vedere all’opera una persona tollerante verso le sbavature altrui e che ha ottenuto risultati migliori dei miei. Ho imparato la lezione al volo e ho capito che lasciare il prossimo libero di esprimersi seppur entro i binari di un tema o di un progetto porta a risultati a volte insperati.

Ma cosa spinge una persona a esercitare uno stretto controllo, maniacale su un progetto o su un altro essere umano. L’insicurezza, l’ansia da prestazione e l’incapacità di ammettere che si ha bisogno del prossimo per creare progetti belli e complessi, variegati e luminosi.

Lasciarsi andare e provare fiducia nell’altro è probabilmente la parte più difficile da mettere in atto per un controllore che entra in crisi se non conosce ogni dettaglio del progetto o della storia che vive. Ma di fronte a quest’ansia di gestione e controllo l’unica risposa sana da dare consiste nel rifiutarsi di essere oggetto di disamina. Difficile però da mettere in pratica quando si ha a che fare con persone che sono responsabili dei nostri progetti o con un partner.

Come se ne viene fuori? Il taglio netto funziona in molti casi. In altri bisogna procedere a tagli più graduali e meno dolorosi.