Via i rami secchi dal Pd

Innanzitutto, benvenuto Matteo Renzi su Medium. Sarà un piacere leggerla. E benvenuto, ufficialmente, anche a me.

Ho iniziato ad usare questa piattaforma un paio di settimane fa, ma solo come semplice lettore. D’ora in poi, scriverò. Lo farò spesso. Non solo di politica, ovviamente.

Per chi non mi conosce, sono un semplice ventenne innamorato della politica. Per qualcuno è strano, per me è assolutamente normale appassionarsi alla più nobile attività umana. E poi lo diceva anche Aristotele che l’uomo è un animale politico.

Bene, cominciamo. Chi mi conosce sa che uso molto le dirette su facebook. E chi le ha viste sa che ultimamente mi sto soffermando sulla ripartenza del Partito Democratico. Ripartenza che non sarà facile. Nell’ultima, in particolare, mi sono soffermato sul Pd del Sud e della Calabria, che oggi più che mai necessita di essere rinnovato. Non c’è bisogno di fare nomi e cognomi di chissà quale capo bastone: chi milita nel Partito in Calabria o più semplicemente chi vive qui, sa benissimo che spesso a fare da padrone sono proprio loro. Con le loro scacchiere, con le loro pedine. Ovviamente non voglio passare per uno che scrive di scandali che non esistono. Però, molto spesso la situazione è questa. Sono vecchi schemi, vecchie dinamiche. Che devono cessare di esistere. Altrimenti — l’ho detto e lo ripeto — il Partito Democratico in Calabria è finito. Si rinnovi la classe dirigente — attenzione — non solo nei volti, ma anche e soprattutto sulle idee e sugli schemi di azione. Così i cittadini si riavvicineranno a noi, si fideranno di noi e torneremo a vincere.

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