Mario Sabatino
Dec 5, 2016 · 2 min read

Quando ieri pomeriggio, al seggio della circoscrizione estero, i funzionari dell’ufficio elettorale ci comunicavano che i rappresentanti di lista del Comitato per il No non sarebbero entrati perché le nostre deleghe non risultavano inviate ho pensato che forse non eravamo più in una democrazia.

Abbiamo protestato vivacemente ma quando ho guardato negli occhi gli agenti delle forze dell’ordine ho avuto la certezza che almeno non ci avrebbero picchiati. Quando ad un certo punto, davanti alle nostre stringenti obiezioni, ci hanno detto che in realtà si erano sbagliati e che i nostri nominativi erano finiti per errore nell’elenco del comitato per il Si ho pensato che questo è il paese dei furbastri e dei balocchi.

Siamo entrati nei seggi con quasi due ore di ritardo ad operazioni preliminari già iniziate e le nostre deleghe non risultavano ai presidenti che quindi si rifiutavano di farci accedere ai seggi. Dopo qualche discussione, con estremo ritardo, i funzionari dell’Ufficio consegnavano ai seggi la lista dei nostri nominativi ed abbiamo avuto finalmente la possibilità di fare il nostro lavoro.

La calma e la fermezza di tutti i compagni ed amici del comitato ci hanno permesso di superare le mille difficoltà di uno spoglio nella circoscrizione estero che è difettoso by design, non certo per colpa degli scrutatori e dei presidenti di seggio (tutti assolutamente in buona fede) ma per norme e regolamenti arcaici ed illogici nel mondo di oggi.

Quando con la tranquillità dei giusti abbiamo collaborato con i presidenti dei seggi per cercare di risolvere i numerosi dubbi interpretativi ed abbiamo segnalato alcune irregolarità dovute a prassi consolidate, ho pensato che la democrazia è ormai profondamente radicata nel nostro popolo e che comunque fosse andata ce l’avremmo fatta.

Quando ad un certo punto hanno dato i primo risultati ero incredulo. Quando ho saputo che Renzi si era dimesso ho pensato che se non l’avesse fatto forse avrebbe meritato l’onore delle armi.

Quando la vittoria era cosa certa non riuscivo a gioire ma ero come inebetito da una una giornata surreale e memorabile nello stesso tempo.

Oggi sono contento e preoccupato. Contento per la vittoria, preoccupato per quello che succederà dopo. Sono però anche convinto che qualcosa di buono verrà da questo anno di lotta in difesa della costituzione e che ricorderemo il 4 dicembre del 2016 come una pagina bella della nostra democrazia.

Mario Sabatino

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Lawyer @ Studio Legale Avv. Mario Sabatino

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