Regola n. 4 — VIVERE DI OSSESSIONI.
Mimma Rapicano
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Cara,

il mondo è pieno di mediocri che, terrorizzati dal talento altrui, cercano disperatamente di stroncarlo sul nascere, magari approfittando della “debolezza” di una persona giovane, apparentemente insicura, e peggio ancora approfittando di posizioni “di potere” (di solito lergamente immeritato) che temono più o meno inconsciamente di perdere.

Per la verità esiste anche un’altra categoria di persone, assai più rara e per incontrare la quale occorre avere una buona dose di fortuna: si tratta dei veri talenti realizzati, e quelli di solito non hanno gelosie o remore, e sanno riconoscere un altro talento, quando l’incontrano, anche magari in nuce, all’inizi, e senza timore di perderci nulla (anzi, sapendo in cuor loro di “guadagnarci” qualcosa dalla relazione con una intelligenza nuova, fresca, con visioni e prospettive nuove) incoraggiano, spingono e aiutano.
Ed è altrettanto vero che, in ogni caso, i talenti autentici quando incontrano le mezze seghe supponenti ed arroganti, pur ingioando qualche rospo, non si lasciano smontare, anzi, per reazione la loro voglia di farcela viene aumentata.

Mediocri di tutti i mestieri e di tutte le risme, non vi illudete: chi ha talento prima o poi vi spazzerà, oppure dovrete aggrapparvi disperatamente alle protezioni politiche, alle botteghe, alle famiglie, ai salotti, per sopravvivere. Magari sopravviverete, magari farete i vostri sporchi soldi, magari anche tanti, ma il vero talento sarà SEMPRE al di sopra di voi!
E questo lo sapete voi come lo sanno tutti. Grimilde ha il suo specchio, e sa bene il suo destino, a nulla potranno i suoi sortilegi…

(Io ho incontrato esponenti della prima categoria a iosa, e continuo ad incontrarli. Ho avuto anche la fortuna di incontrare persone della seconda, tra cui te. I primi non hanno mai inciso un nulla sulla mia vita. I secondi, pur essendo pochissimi, invece moltissimo. Dalla “occupazione del potere” dei primi certamente sono stata esclusa da qualsiasi ricchezza materiale, anche perché il mio talento non è mai stato “genio”, ma solo comune talento, e quindi non sufficiente a rompere l’accerchiamento. Per cui sono povera, ho il conto in banca sempre a secco e devo pensarci cento volte prima di comprarmi un paio di scarpe. Ma i secondi, loro mi hanno dato, e continuano a darmi, una immensa ricchezza, che poi, alla fine, è l’unica che conta davvero.)

Un abbraccio
Marianna