Io sono cresciuta a Catanzaro perché sono calabrese.
Thengineeredglamour
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Carissima,

hai colto bene il mio pensiero. Il vento, per chi come noi due sono “figlie del vento”, per dirla scherzosamente — cioè sono nate e cresciute in una città in cui il vento è un fenomeno tutt’altro che raro — la sua voce rimane dentro di noi ovunque andiamo, e non ha nulla di inquietante, di oscuro, tutt’altro.
Io ancora ricordo le nottate di bora, con il suo inconfondibile ululìo, che a tratti si muta quasi in un urlo, e il rumore delle persiane della finestra che sbatacchiano come prese da una frenesia di scappar via. Tutti i fenomeni e gli effetti speciali di un piccolo horror domestico, si direbbe. Eppure per me, e penso sia così anche per te, sono una “voce” famigliare, che quando ritroviamo (a me capita nelle rare volte in cui mi trovo in visita alla mia cottà proprio un un giorno di bora, che mi dicono sia diventata assai meno frequente che in passato), mi sento confortata, come se sentissi di più il mio essere “a casa mia”.
E, certo, quanto ci manca!

Grazie a te, di cuore, per la lettura.

Un abbraccio
Marianna

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