Cavoli, nel mio immaginario invece la lettura è sempre stato un gesto… posso dire asessuato?
Eva Filoramo
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Ciao Eva cara,

non fraintendermi. Colgo un velo di sittile e adorabile ironia nel tuo commento, che accolgo volentieri. E’ vero, sarei un tipo ben strano di post-femminista in tacchi a spillo e per di più gay… Ma la mia riflessione non vuole escludere i maschietti (o ogni altro genere) dalla connotazione figurale della lettura, la lettura in sé NON DEVE essere gender connoted, per amor del cielo.
Io parlavo solo del gesto della lettura, che storicamente è un gesto che ha del femminile quanto i tacchi alti, il pizzo e le scollature. Parlo in particolare quando le donne di una certa classe sociale (quale almeno le consentisse un accesso alla lettura) si rifugiavano tra le pagine dei libri per sfuggire alla loro condizione grama e di sostanziale esclusione dal mondo altro dell’universo dominante maschile. Non è “femminismo”, è un dato storico. In Pinterest ho raccolto una collezione sterminata di immagini e dipinti di donne intente alla lettura, che stanno a dimostrare il particolare appeal di questa “immagine”.
In questo gesto, in questo atteggiamento — ovviamente è solo una mia opinione — si raccoglie tutta la delicatezza e la concentrazione mentale dell’anima femminile. Certo, s’intende quando le ragazze di buona famiglia “non potevano” se non in rari casi intraprendere un percorso di studi e di professione pari ai fratelli maschi della famiglia. E parlo di un periodo lunghissimo, praticamente dal rinascimento (e anche prima) agli anni vissuti da mia nonna, che non potè andare a studiare medicina come avrebbe voluto perché ai suoi tempi “non era opportuno”, specialmente se c’era un figlio maschio da mandare avanti e su cui investire il non illimitato capitale familiare. La femmina era pregata di far valere le sue grazie e di trovarsi un buon partito.
Tutto questo, pur per fortuna nel cambiamento radicale storico e sociale di questi anni, in qualche modo si è conservato ancora oggi, secondo me, ed è anche comprovato dalla statistica, che dimostra che le donne sono senza dubbio lettrici più assidue e costanti, sia numericamente che qualitativamente.

Personalmentissimamente trovo irresistibile, sexy e sensuale la figura di una ragazza, di una donna, immersa nel suo mondo interiore con un libro sul grembo (ahimé sempre più spesso sostituito da un assai meno sexy, very cheap and kitsch, smartphone).

Un abbraccio

Marianna

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