Ennio e l’Oscar beffato

“Imbecilli senza gloria.”
(Non è una fiction.)

Ieri è circolata la notizia, che non credo sia una bufala perché supportata da un’intervista pubblicata all’interno di un articolo su una testata nazionale piuttosto valida, che RAI abbia offerto al Maestro, appena insignito della prestigiosa (anche se esteticamente un po’ inquietante) statuetta dorata, la favolosa cifra di €10.000,00 (Diecimila/00) lorde più IVA per la realizzazione delle musiche per una fiction di sua produzione. La cifra doveva comprendere anche il compenso per l’orchestra. Incluse prove, take e registrazioni in Studio.

Dico “non credo sia una bufala” perché il sospetto lo ho avuto, tanto surreale in sé mi è parsa la notizia. A una lettura più approfondita dell’articolo però, tutto mi pareva quadrare. In fondo, ho pensato, è tutto talmente in linea con quel poco/tanto di esperienza personale che ho presso l’Azienda di Viale Mazzini, perché mi sto meravigliando?

Tanto per approfondire, sono andata su IMDb per vedere con quale CV il Maestro avrebbe potuto presentarsi in RAI per un “incarico”. Immaginando per un attimo che lui sia tra i comuni mortali, come noi.
Dunque del recente Academy Award tutti (forse tranne negli uffici RAI mi viene da pensare) hanno parlato, ma io ricordavo che ne aveva ricevuto già uno, e infatti nel 2007 il nostro grande Autore aveva già potuto sistemare sulla mensola del camino una prima statuetta dorata, come Honorary Award - in pratica l’Oscar alla Carriera. Diciamo poco.
Poi io ricordavo di almeno DUE nomination nel passato, per Misson (1987) e per “The Untouchable” (1988). Ma mi sbagliavo, le nominations in realtà sono CINQUE finora: da aggiungere “I giorni del cielo” (1979), “Bugsy” (1992) e il non indimenticabile (come film, non per le musiche ovviamente) “Malèna” (2001).

Ma poi ci sono i Golden Globe, i BAFTA, i David… insomma, ricapitolando, un buon “72 wins e 68 nominations”. Secondo la sintesi di IMBd.

Dunque io immagino la scena del funzionario , che so, una giovane brillante signora in carriera, magari, o un giovanotto che è riuscito a entrare in RAI grazie al suo prezioso pacchetto di raccomandazioni e di conoscenze parentali, contattare, come se nulla fosse, questo signore ottantasettenne, questa autentica leggenda del cinema mondiale, questo mito vivente, per offrirgli, con serena improntitudine, in cambio dei suoi “servigi” creativi - orchestra inclusa - una cifra pari al volo business che RAI avrà pagato a costui - o costei - per andare a presenziare una qualche FieraMercato in giro per il mondo.
Avrei pagato io una cifra pur di vedere con che faccia costui - o costei - ha esposto al Maestro il progetto e la proposta.

Bene, Morricone a quanto pare ha risposto con grazia ed eleganza, dal Signore qual è, e forse senza neppure arrabbiarsi, che no, dài, magari non stavolta, che lui anche poteva permettersi di lavorare gratis per il “servizio pubblico”, ma che no, insomma, non se la sentiva di coinvolgere in questo i suoi professori d’orchestra.

Certo, ora la notizia è trapelata e forse (forse!) in RAI tenteranno una arrampicata d’emergenza sugli specchi (e non è neanche detto, comunque).
E certo, questo è solo un episodio di punta, un caso limite, per via del nome coinvolto. Ma è segno di dove e come l’eccellenza e la qualità sia ormai tenuta in conto da certi funzionari, producers o capistruttura in una rete che “dovrebbe” fregiarsi del titolo di “servizio pubblico”, e non farsene beffe.

Non è neanche questione di incompetenza, o di leggerezza, di non riuscire immaginare nemmeno alla lontana che cosa sia, in cosa consista il valore di un’opera dell’intelletto, di non saper paragonare il proprio parametro (economico, operativo) con quello altrui. E neanche il fatto di non provare un moto di vergogna, un pallido senso delle proporzioni, isomma qualcosa che possa impedirgli fare certe figure di m****.

No, non è questione di incompetenza, o ignoranza, o arroganza.

Questi sono semplicemente degli imbecilli. Imbecilli al potere. Come dicevo, per rimanere nel tema, “Imbecilli senza Gloria”.

Marianna

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