Uniti e civili
Silvia Boccardi
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Grazie, cara Silvia, grazie per questo chiaro, esaustivo e indiscutibile articolo. Come in un giallo di Agatha Christie, qui Poirot enumera FATTI. Niente altro. Semplici fatti.

Da omosessuale posso dire che questa legge la considero solo un embrione di ciò che penserei davvero un passo avanti, ma so che i tempi devono ancora maturare. Un bacio, in pubblico, alla mia compagna è ancora qualcosa di quantomeno poco opportuno, qualcosa che sentiamo noi stesse in prima persona imbarazzante per gli sguardi che attira. Le nostre espressioni d’amore, o di passione, devono sempre essere controllate, moderate, soffocate, mai davvero manifeste; ma lo capiamo. Esiste anche un senso di pudore personale, indipendentemente dal fatto se siamo lesbiche o “normali”. Il buon gusto, più che il timore di épater le bourgeois, è ciò su cui regoliamo il nostro comportamento.

Ma il mio sogno, che spero si realizzi presto in un modo o nell’altro, è proprio ciò di cui si occupa questa legge. Quello di avviare un progetto di vita assieme alla persona che amo. E, vorrei puntualizzare, non si tratta solo di rivendicare un diritto - di elementare eguaglianza - ma anche di avere l’opportunità di vincolarmi a un impegno, a dei doveri nei confronti di chi amo.
Sì, anche di fronte alla legge.
Amare una persona non significa solo goderne l’amore, fisico e spirituale, ma anche averne cura nella malattia, sostenerla nel bisogno, consolarla nel dolore, se, Dio guardi, dovesse capitare qualche evento sfortunato. “Nella buona e nella cattiva sorte… finché Morte non ci separi” recita la nota formula.
Come non capire la purezza e la buona fede di questa nostra tensione?
E come non capire che aprire la legge a queste richieste non è altro che una questione, pura e semplice, di civiltà?
Che non a caso tali “diritti/doveri” sono conculcati di più proprio nelle società che gli stessi oppositori a questa legge considerano arretrate, primitive e antioccidentali? Cosa può accecare tanto certe persone se non una forma patologica di omofobia? E non è vero che spesso i comportamenti più violentemente omofobici sono propri di persone in cui una tendenza omosessuale potente non trova soluzione a causa di controspinte socioreligiose? Ci pensassero bene…

Grazie ancora per avermi consentito di esprimere la mia opinione e la mia ansia nei confronti dell’approvazione di questa incompleta ma auspicata, benedetta legge!

Marianna

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