Vivere in periferia
Marco Castellani
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Ottimo intervento Marco!
Sembra banale, è da Copernico che l’umanità avrebbe dovuto almeno iniziare a “elaborare il lutto” di non essere proprio al centro dell’universo. E — per chi ha un credo teologico — neanche tanto al centro del pensiero del Padreterno.
Ma hai ragione, sembra che non sia così. Noialtri esseri dotati di coscienza di sé duriamo parecchia fatica ad accettare questo peraltro semplicissimo concetto. Rendersi conto davvero di essere ai margini di una periferia posta a un lato secondario e malfrequentato di un angolo oscuro di una galassia minore di un sistema decentrato in un ammasso di altre galassie lungo il bordo estremo di un Universo tra tanti Universi forse ci aiuterebbe a relativizzare o almeno moderare un pochino la nostra ὕβϱις sconfinata, così tipica di noi umani, e forse ci renderebbe, appunto, paradossalmente più umani.
Come giustamente dici tu, se le implicazioni strettamente scientifiche sono ormai consolidate, quelle filosofiche, esistenziali e sociali sono di gran lunga più vaste, complesse, e ancora tutte da assimilare.

Grazie, un abbraccio

Marianna