Il meglio deve ancora venire

Se volete saperla tutta, anzi anche se non volete saperla, la voglia di poter buttare fuori periodicamente le mie cose è sempre stata tanta. Non ho mai avuto un diario tutto mio da piccolo, a dir la verità non ci ho mai pensato, ma mi ha sempre accarezzato quella voglia di rivelare le mie esperienze ad un destinatario inanimato, presumibilmente inventato, con sembianze che somigliano a quelle che sogniamo nella persona dei nostri sogni. Questo tipo di cose generalmente le vedevo nei telefilm che Italia 1 piazzava di pomeriggio, quelle americanate adolescenziali, che tanto disegnavano una realtà distorta, quando provavi a paragonarla alla ridente Villa Raspa.

E allora ci provo, perchè mi piace provare a raccontare le emozioni che percepisco. E mi piace farle percepire a te, e a te, ma anche a te, che per caso sei finito su questa pagina.

Le atmosfere mi provocano libidine. Parto con questo presupposto. Ogni cosa, senza la giusta situazione, le giuste luci, i giusti odori, diventa insignificante. Ne sono conscio, ne sono convinto. Sorseggio un bicchiere di cioccolata calda forte, che lentamente diventa ad essere schiumosa, dopo averla lasciata a riposo per farla raffreddare. La reazione mi sembra quasi come di disaccordo, per averla trascurata anche per qualche minuto e mi fa pensare a me, che forse qualcosina in comune con quel tipo di reazione ce l’ho. Ai voglia se ce l’ho. Oggi, di ritorno da Expo, un flashback mi ha assalito. Ho pensato alla strada che ho fatto, a quella che farò, a quella che avrei dovuto fare e mi viene da sorseggiare un altro po’ di quella cioccolata calda forte. Contemporaneamente mi vengono in mente tre numeri. Il sei, lo zero e il cinque. No, non sto per dare i numeri del Lotto, nè la ruota della città su cui giochiamo, ma sto semplicemente citando quello che probabilmente, anche senza il probabilmente, mi ha cambiato la vita.

Da bambino sognavo progetti inimmaginabili. Questo mood, a dir la verità, me lo sono trascinato fino ad ora. E credo che sia anche giusto mantenere intatto, dentro di noi, un po’ di quell’essere sognatori e ingenui. Ma il motivo per cui mi sono ritrovato a pensare a tutto quello che ho fatto è che non devo mollare ora. Anzi, devo iniziare ora. Perchè la strada è inevitabilmente molto lunga. Perchè le cose da imparare sono ancora tante, tantissime, infinite. Perchè obbiettivamente il meglio deve ancora venire. E mi allieta poterlo ripetere, non per magra consolazione, ma per puro stimolo vitale.

Credo che questo pseudo “diario”, almeno per stanotte, ne ha sentite abbastanza. Non so in futuro come ti chiamerò, so che però l’hashtag #carodiario potrebbe essere un buon inizio. Però una cosa vorrei farla. Dedicarti tre canzoni. Cesare Cremonini — Io e Anna. Max Gazzè — I tuoi maledettissimi impegni. Jovanotti — Pieno di vita.

Buonanotte.

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