Come (non) si racconta una guerra

(Foto Afp/Bulent Kilic)

Domenica mattina a Perugia al Festival del giornalismo con Eugenio Dacrema (che sta facendo ricerca a Beirut per il suo dottorato di ricerca all’Università di Trento), Daniele Raineri de Il Foglio e Alessandro Rota (fotoreporter), abbiamo parlato del conflitto in Siria e dell’importanza delle fonti. Sono emersi tre aspetti importanti:

  • Il conflitto siriano ha prodotto una quantità enorme di materiale mediatico grazie alla rivoluzione tecnologica che ha permesso ai singoli cittadini di diventare produttori di notizie. Nonostante questo, però, il conflitto siriano resta uno dei meno compresi e meno seguiti della storia recente. Questo accade perché sia l’industria giornalistica sia gli stessi lettori attraversano una difficile transizione. L’industria giornalistica è in crisi e alla ricerca di un nuovo modello industriale sostenibile. I lettori non hanno ancora formato gli adeguati strumenti culturali per poter filtrare e comprendere la qualità e l’obiettività delle fonti di informazione.
  • L’altro grande fattore che porta la guerra siriana a essere raccontata in modi così diversi (e spesso poco obiettivi) in Italia e in Europa è quello relativo alla polarizzazione presente all’interno delle nostre società. Le gravi disuguaglianze e l’incapacità di risolvere i gravi nodi sociali causati dalla crisi e dalla globalizzazione hanno portato a una grave polarizzazione della società e l’emergere di formazioni populiste spesso sostenitrici di teorie del complotto. Le persone non si fidano più di chi non la pensa come loro e nei mezzi di informazione non cercano strumenti per informarsi ma fonti che confortino la loro visione del mondo.
  • Il terzo aspetto sono le difficoltà per i reporter e i fotoreporter di muoversi sul campo senza affidarsi a un’unica fonte. Se per circostanze dettate dalla necessità, ci si trova talvolta a spostarsi affidandosi a una parte dello schieramento, è chiaro anche come sia necessario un lavoro complesso e delicato per filtrare le informazioni quando si scrive.

Tante le domande e i quesiti rimasti aperti, anche sulla necessità di fare un continuo sforzo sulla terminologia. Qui l’intervento integrale del panel. E grazie a tutti per l’aiuto, soprattutto ad arianna ciccone e a tutto lo staff del Festival.