La propaganda di Isis ora passa da Tumblr

Mentre Twitter, Facebook, Google (e di recente anche Telegram) rimuovono senza sosta gli account della propaganda jihadista, prendono sempre più piede i Tumblr di Isis. Tumblr è una piattaforma di microblogging e social networking, nata nel 2007 e acquistata nel 2013 da Yahoo! per volere di Marissa Mayer. Dato il suo stile immediato, è molto popolare tra le adolescenti, motivo per cui lo Stato Islamico ne fa sempre più uso. E se già l’anno scorso molto era circolato tra gli studiosi di terrorismo e i giornalisti il link del Diary of a Muhajirah che raccontava la vita di una giovane sposa del Califfato in termini entusiastici, ora sono nati nuovi siti.

Il primo è Al-amriki.tumblr.com. Come spiegato in un rapporto sui foreign fighters americani stilato dal Program on Extremism della George Washington University, questo sito sembra appartenere, o quanto meno essere indirizzato, al gruppo dei foreign fighters americani (amriki), in particolare alle donne. «Ragazzi se qualcuno è di Los Angeles o conosce fratelli e sorelle di Los Angeles, per la grazia di Allah, me lo dica», si legge in un post. La scrittura alterna uno stile giovane con espressioni coraniche. Il trucco della propaganda è di creare dei veri e propri personaggi che i simpatizzanti seguono come dei veri e propri predicatori.

In questo caso addirittura viene creata l’icona di una donna coperta dal niqab che imbraccia un kalashnikov. Questo assicura maggior seguito e più presa sui follower. Già in passato erano già circolate immagini di donne del Califfato armate alternate a fotografie di ragazze in abito da sposa di raso, quasi a voler far intendere un coinvolgimento di massa sul campo di battaglia. Anche in Italia la reclutatrice di Maria Giulia Sergio alias Fatima, Bushra Haik, utilizzava questa tecnica per attirare le donne nella sua rete. Ma nel caso di Al-amriki viene fatto un salto di qualità. Gattini, gif animate di Natale, immagini di foodporn, clip di film della Disney vengono accostate a bombe, granate, cinture esplosive, donne e uomini a cavallo armati fino ai denti.

Come sottolinea anche il sito americano Vocativ, Al-amriki si propone come una 19enne vegana, che possiede molte armi. A questo nome è associato anche un profilo su un’altra piattaforma molto in voga tra i giovanissimi, Ask.fm. Come sfondo, delle rivoltelle e dei kalashnikov rosa. Poi, domande del tipo: “Se poteste incontrare qualcuno di famoso, chi vorreste conoscere?”. E sotto la foto del boia Jihadi John, di recente ucciso in un raid e considerato il responsabile delle decapitazioni degli ostaggi.

Altro indirizzo molto cliccato è khilafahmedics.tumblr. Come immagine di copertina, uno stetoscopio. A fianco un Corano, una bomba a mano e un kalashnikov. Nyclights13 (la foto del profilo è quella di una ragazzina) chiede: «Ho sentito dire che le sorelle possono fare le dottoresse lì, anche le ginecologhe e le pediatre. E’ vero?». Nella risposta Dr I.S. spiega che è «Si è così e le donne vengono visitate da dottoresse e infermiere donne mentre gli uomini da altri uomini». Attraverso questo finto trucco della domanda e della risposta (già usato in altre occasioni e diffuso anche sui forum di marketing) la propaganda jihadista vuole demolire uno dei timori più grandi di chi è in dubbio se fare la hijra (la migrazione) nel Califfato o meno: la mancanza di medici e la paura di non poter avere accesso a strutture socio sanitarie sufficientemente efficienti. Ecco perché, come abbiamo visto qui, Isis ha affermato di aver creato un servizio sanitario e ha avviato una campagna di reclutamento tra giovani diplomati in medicina. Peccato però che le testimonianze raccontino di una realtà completamente diversa, dato che alle donne nelle zone occupate dai jihadisti non viene permesso nemmeno di andare dal dentista.

Nel tumblr dawlahlioness.tumblr.com non si parla solo degli attacchi di Parigi. Qui l’obiettivo è dimostrare quanto si mangi bene nel Califfato e come i cibi occidentali siano reperibili. «Cosa mangia per colazione, pranzo e cena, la popolazione del Califfato? Posso trovare te inglese?» chiede un utente anonimo. Come già illustrato attraverso numerose guide (chiamate le Lonely Planet di Isis) la propaganda vuole mandare il messaggio che i foreign fighters non avranno alcun problema a trovare le comodità della vita occidentale in Siria. Da qui i post di foodporn. Tagliatelle, dolciumi, caramelle Haribo. Tutto serve per invogliare i giovani a partire. Anche in questo caso però sappiamo bene quanto la realtà sia diversa. Numerose sono infatti le testimonianze di problemi a trovare anche solo la farina nella capitale del Califfato, Raqqa.